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Antidoping all'Udc. Sì, ma a sorpresa

Il parlamentare che si è reso protagonista di un festino a base di cocaina, alcool e sesso presso un'hotel di Roma, la sera del 28 luglio, ha un nome è un partito. Si chiama Cosimo Mele ed è un parlamentare dell'UDC. L'uomo ha avuto il buon gusto di dimettersi, ma non di stare zitto. Si badi bene, niente contro di lui. Ma si chiede ad ogni rappresentante del popolo una sola dote la coerenza e, se possibile, l'onestà. Al suo primo mandato, negli archivi dell'informazione politica Mele è ricordato per dichiarazioni sulla necessità di difendere «la nostra identità cristiana». È anche cofirmatario della proposta di legge per la pubblicità sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari. Ora, se i fatti sono quelli che appaiono sui giornali ovvero l'uomo si accompagnava con due donne in un festino a base di droga (per il sesso ne discuta a casa) e poi vuole moralizzare il Parlamento, l'on Mele dovrebbe dimettersi non tanto dal Partito UDC ma dalla Camera dei Deputati. Ma se il Parlamento ha difficoltà a mandare a casa coloro che hanno subito condanne passate in giudicato, certamente Mele andrà al Misto a fare compagnia ad un altra vecchietto (malato da chiedere l'autoambulanza per andare alla La7) Gustavo Selva.

Pubblicato il 30/7/2007 alle 14.9 nella rubrica Diario.

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