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Veltroni, santo subito?

Veltroni scopre De Gasperi, dimentica Berlinguer e cita Vittorio Foa, nostro padre di Democrazia Proletaria, ormai invecchiato. Prodi è ormai il capolinea. La generazione dei Rutelli sulla via del tramonto. D’Alema resta il migliore. Per Don Sardelli, prete di borgata, Water è un “sindaco della quantità e non della qualità”, Velina rossa lo accusa di populismo di sinistra. Doveva svelare un altro segreto di Fatima ed invece non ha chiarito nulla su pensioni, salari, welfare, sanità e costi della politica. Pantheon variabile, riferimenti ad Olof Palme sempre. Ma lui non era comunista quando Palme era dell’Internazionale socialista. E Brandt? Idem.
Verrebbe voglia di dire una celebre battuta di Gasmann nell’Armata Brancaleone ad un gruppo che chiedeva: “Noi andiamo alle Crociate. Voi?” Gasmann: “Anco noi. Ma da un’altra parte”. Così Veltroni: c’è posto solo per Franceschini. La sintesi di Veltroni è “lui è juventino, con madre laziale e padre romanista”. Veltroni quando metti le foto dei lavoratori rapiti in Congo e di Padre Bossi, missionario rapito dai mussulmani filippini? Rapiti di serie B?

Pubblicato il 28/6/2007 alle 12.39 nella rubrica Diario.

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