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Diario
 


 

20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere
imputazione spionaggio


prefazione di Mario Capanna

nelle migliori librerie
o sul sito
www.memori.it






17 settembre 2007

Sta a vedere che questi sono più radicali di Bertinotti!

(grillonews • 14.09.07] Si è svolta a Sibiu (Romania) dal 4 al 9 settembre 2007 la Terza Assemblea Ecumenica Europea. Vi proponiamo di seguito il messaggio finale. Tra le righe: «Rifiutiamo la guerra come strumento per la risoluzione dei conflitti». E varie raccomandazioni.
Vedi
www.grillonews.it




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16 settembre 2007

Recensione su INformaCIBO.

Grazie Donato.
http://www.informacibo.it/focus/scricciolo.htm




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15 settembre 2007

18 Settembre – Giornata mondiale dei prigionieri di coscienza eritrei

Manifestazioni contemporanee in tutto il mondo davanti alle AMBASCIATE DELL’ERITREAProtesta contro le incarcerazioni arbitrarie, le persecuzioni, la tortura, il servizio militare forzato ed ogni altro abuso dei Diritti dell’Uomo compiuto dal regime dittatoriale eritreo ai danni della popolazione.
In Italia l’appuntamento è a ROMA
Luogo d’incontro: Piazza della Repubblica dalle ore 08.00-09.00
sit-in davanti all’Ambasciata Eritrea 09.30 – 12.00 Via Boncompagni, 16
sit-in davanti al Parlamento Italiano 13.00- 17.00 Montecitorio
*Comitato Organizzatore: coordinamento italiano per la pace. la democrazia e la giustizia in Eritrea*
Aderiscono alla manifestazione: A.H.S.C (Agenzia Habeshia per lo Sviluppo e la Cooperazione); AMNESTY INTERNATIONAL* Coordinamento Africa Orientale; ASPER (Associazione per la tutela dei diritti umani del Popolo Eritreo di Napoli); MOSSOB (Comitato Italiano per un’Eritrea democratica di Milano); UNITA* Associazione di rifugiati politici eritrei in Italia di Roma); C.C.D.E.I. (Coordinamento Democratici Eritrei in Italia di Milano); A.I.E.I. (Associazione Immigrati Eritrei in Italia di Milano); P.D.E. (Associazione per il Partito Democratico Eritreo in Italia); E.P.M. (Eritrean People Movement); ALLEANZA EVANGELICA ITALIANA (Roma); PORTE APERTE (Isola della Scala -Verona*) SOLIDARIETY INTERNATIONAL (Catania); ICN-News (Catania); A.S.D.G. (Associazione di solidarietà per la giustizia e la democrazia in Eritrea di Milano)

Per ulteriori informazioni contattate una delle associazioni che aderiscono alla manifestazione . Potete richiedere i contatti delle singole associazioni ai volontari dell' ASPER: Tel. 0039 3343843669 (italiano -inglese) - 0049 1791600287 (tigrino-arabo-inglese) - www.asper-eritrea.com




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14 settembre 2007

Recensione su Viareggiovive

Grazie Marianomichele e voglio leggerti nei commenti. Un abbraccio
http://viareggiovive.splinder.com/




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13 settembre 2007

Barole e Barbieri a chiama Africa


Leggete e se potete andate.
http://www.chiamafrica.it/documenti/centro/Africapiedi.pdf




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13 settembre 2007

SCRICCIOLO

http://www.nargi.it/scricciolo/foto/
http://www.nargi.it/scricciolo/film




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13 settembre 2007

Marco Travaglio dal sito di Grillo

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive una lettera che mi getta nello sconforto.

"Caro Beppe,
sono trascorsi pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro. Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo.
Fassino, segretario di un partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino: quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato, il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati: dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003 stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire) ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle missioni.
Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio all'inchiesta sulle scalate.Ora difende un "indagabile" in quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina travestito?" Marco Travaglio




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12 settembre 2007

Da PRIMAPAGINA

 

11 Settembre 2007
Intervista a Luigino Scricciolo
Primapagina, periodico indipendente del sud Senese, Trasimeno e Orvietano, intervista Luigino Scricciolo, autore di "20 anni in attesa di giustizia"

Sig. Scricciolo, cosa faceva di preciso prima di quella fatidica mattina del 4 febbraio 1982?
All’epoca del mio arresto, avvenuto ai Consigli generali Cgil-Cisl-Uil a Firenze, ero il dirigente dell’Ufficio Internazionale della Uil e co-dirigente dell’internazionale della Federazione sindacale Cgil-Cisl-Uil. Inoltre ero il rappresentante della Uil nell’esecutivo del Ces, il sindacato europeo, e della Icftu (il sindacato internazionale a cui aderiva la Uil). L’arresto avvenne con grande copertura mediatica mentre andavo alla tribuna del Consiglio per dare l’indicazione sulla manifestazione che si sarebbe tenuta a Milano a favore di Solidarnosc, dopo il golpe di Jaruzelsky. La scelta del luogo era premeditata in quanto il mandato di cattur, datato il 2 febbraio, permetteva il mio fermo in albergo o al termine della manifestazione pubblica pro-Solidarnosc con la presenza del Sindaco di Firenze (la sera del 3). Dopo un mese è iniziata l’opera di criminalizzazione con l’obiettivo di costringermi di a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con il mio “ambiente”. Il metodo di certi magistrati (quelli di Mani pulite lo hanno reso scientifico) è quello di compromettere la dignità dell’inquisito agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere essere stato arrestato, e quindi cercare di ottenere un atteggiamento di “collaborazione”. Con me non ha funzionato, con altri si è trasformato in tradimenti e delazioni. Questi soggetti criminali prima, diventano poi delle pecore infide, inattendibile, inaffidabile, “infami”.

Quali erano le accuse precise e su quali “indizi” si basavano? Insomma per quali motivo lei fu tirata in ballo?
Fui accusato di terrorismo sulla base di alcune dichiarazioni di un cugino di secondo grado che abitava nelle lande di Moiano, sulle colline sopra Paciano. Questo cugino era venuto varie volte al sindacato per una vertenza e qualche volta a casa, dormendovi una notte. Quando seppi che era ricercato, ne parlai alla Uil che ne fece menzione con l’allora Ministro dell’Interno. Non avevo alcun sospetto che le cose sarebbero andate fino ad arrestarmi. Ero, sono e sarò sempre contro il terrorismo, considero omicidi gli assassini della Br. Ero dalla parte di Guido Rossa. L’uccisione dell’operaio mi fece grande impressione come l’assassinio del fratello di Peci (una iniziativa mafiosa e trasversale). Il terrorismo era un nemico della sinistra e dei lavoratori: impediva la crescita dei diritti sociali ed individuali, delle libertà e attaccava il conflitto sociale. Il terrorismo creò un clima cupo, da sacchi di sabbia alle finestre (come dice Dalla), le città di sera erano vuote. La paura regnava nelle strade. L’omicidio politico è omicidio. Non si trattava di uccidere il tiranno, si uccise la democrazia, il giusto processo. Crebbe la barbarie non il socialismo. Ne soffrirono i giudici normali, i giornalisti democratici, i movimenti di massa, i sacerdoti laici e l’intera nazione. Ha ragione il figlio di Casalegno e tanti figli di vittime del terrorismo brigatisti: chiedere la pari condizione e non far spiegare il terrorismo ai terroristi. Mi considero un danno collaterale della lotta al terrorismo, oggetto di fuoco amico. Oggi dobbiamo combattere il terrorismo che si ammanta di essere islamico. Non possiamo transigere, non possiamo avere titubanze. Chi viene in Italia per lavorare e rispetta la Costituzione italiana è ben accetto che vuole usare il nostro paese per attività terroristiche va colpito senza pietà. L’omicidio ammantato da ragioni politiche è omicidio puro e semplice. Punto e basta. Non possiamo accettare jihad, sharia e fatwa contro gente democratica come Allam oppure l’autore di “versetti satanici”.

Anche sua moglie fu arrestata con lei, sbaglio?
Sì. Fu così.

Il 2 maggio 1980 centinaia di carabinieri circondarono, bloccarono e setacciarono un quartiere di Chiusi Scalo, su mandato del giudice Ferdinando Imposimato. Cercavano un presunto brigatista che da quelle arti aveva dei parenti e qualche volta vi si fermava dormire o vi lasciava l’auto, un maggiolone cabriolet un po’ scassato. Si trattava di Loris Scricciolo, suo cugino. E anche lui, poco tempo dopo arrestato per appartenenza alla Br insieme ad altri moianesi. Era stato il pentito Patrizio Peci a dichiarare che le Br si riunivano in un casolare vicino a Chiusi, visibile dal treno prima di arrivare alla stazione. Quel casolare era a Caioncola nei pressi di Moiano. Fu per caso la parentela con Loris a trascinarla nella vicenda?
Sì la parentela con Loris fu causa di tanto dolore.Ma tutto quello che accadeva fuori non ne ho mai saputo niente. Ero in isolamento. Non ho mai accettato di essere una vittima giudiziaria del terrorismo, di essere iscritto alle Br dalla Magistratura. Il terrorismo e poi “mani pulite” hanno creato la cultura dell’emergenza. Quella cultura, portato del terrorismo assassino, ha distrutto le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, aprendo irrevocabilmente la strada che porta allo Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Hanno distrutto la dignità dell’intera categoria degli avvocati penalisti ormai incapaci di dibattere o di reagire alle continue violazioni del nostro fondamentale diritto di essere inquisiti, e giudicati poi, in accordo con le leggi della Repubblica. Il nostro è un paese senza memoria e verità per questo ogni strumento è buono per non dimenticare: e per questo ho scritto il libro.

Che rapporti aveva con lui? Conosceva gli altri giovani moianesi arrestati?
Era cugino di terzo grado. Lo vedevo qualche volta, sapevo che ero un “autonomo”. Parlò di me e tanto bastò per arrestarmi. Fu un pentito, uno strumento in mano a certi giudici. Quanto a me, ero l’uomo giusto al posto giusto. Si diceva che il terrorismo non si riusciva ad estirpare perché infiltrato nel sindacato, aiutati dall’est e fatto diretto da insospettabili. In verità, il terrorismo dopo l’arresto di Curcio e Franceschini era fatto da pochi stracciaculi. Una banda di stracciaceli e barabba. Credo che uno Stato efficace avrebbe impedito il diffondersi del contagio. Ho sempre pensato che il terrorismo serviva allo Stato per impedire la crescita del movimento operaio e della sinistra. Noi di Dp ne fummo le prime vittime, tanto per fare un esempio. Un partito, di cui fui fondatore, che aveva grandi e giuste idee fu la prima vittima del terrorismo e del conseguente compromesso storico. Quanto a me fui sottoposto ad una gogna mediatica e ad un fenomenale linciaggio personale prolungati nel tempo. Una gogna fortemente oltraggiosa nelle forme, nei modi e nei contenuti (spia e doppiogiochista, oltre a terrorista e rapitore di generali): si è infangato me e la mia famiglia in modo sistematico con accuse vili e spregevoli che hanno devastato la mia dignità. Oggi chiedo una riparazione. E basta. Poiché sull’odio non si costruisce che altro odio. Il mattone della vendetta crea una casa senza fondamenta. Certo, bisogna avere molto sole nel costato per sopportare tutto questo fango...

Sapeva della “cellula Br” di Moiano? (qualcuno poi è stato prosciolto come Lei, mi sembra, altri invece…)
No, non sapevo niente. E neanche dopo ho saputo dell’esistenza di una banda. La mia attività internazionale mi portava a pensare ai problemi della Polonia, dei diritti umani, al disarmo, alle libertà in America Latina: i fatti nazionali mi erano distanti ed il terrorismo totalmente estraneo.

Non solo terrorismo e Br, ma tra le accuse che Le furono mosse c’era anche quella di spionaggio, di rapporti con i servizi segreti di paesi stranieri e “nemici”, come la Bulgaria. Perché? Non era stato proprio lei a portare Walesa in Italia? (Walesa rappresentava il contrario dei… “servizi segreti bulgari”)
Sono stato da sempre contro il socialimperialismo sovietico. Era uno dei tanti punti di diversità di Dp (fui il responsabile della politica estera prima del Pdup poi di Dp) dal Pci. Ho sempre lottato a fianco di Jiri Pelikan, Charta 77 in Cecoslovacchia, Kor in Polonia, il dissenso nell’Urss e gli intellettuali radicali in Germani dell’Est. Nessuno può infangare queste mie scelte di ieri. Oggi certi dirigenti dei Ds che allora erano per Mosca dovrebbero ricordarlo bene. Ho portato Walesa in Italia anche contro certi ambienti che allora erano filosovietici tra i comunisti del Pci e della Cgil. La piccola pista bulgara dello spionaggio servì poi a costruire la ‘grande pista bulgara’ per l’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Questa inchiesta non mi ha mai neanche lambito eppure la stampa ha sempre cercato di confondervi il mio nome. Una parola sulla stampa la vorrei dire. Certi giornalisti sono aggregati alle Procure come gli embedded in guerra, non fanno inchiesta, non cercano la verità ma si accontentano delle notizie della Procura. Megafoni e strumenti di teoremi. Io penso che oggi come ieri, dai fatti politici ai fatti criminali (vedi oggi l’assassinio della ragazza nel settentrione) si dovrebbe evitare la gogna mediatica, abbandonando l’imputato alla ghigliottina e al rancore dell’opinione pubblica. Quanto a me, tanto clamore ieri per un silenzio assordante oggi (specie da parte dell’Unità e del Manifesto). E si badi, sono e resto di sinistra ma non mi iscrivo al partito dei giudici e dell’antipolitica. Debbo dare atto che due leaders mi hanno scritto lettere care. Sono il ministro D’Alema (l’ultimo leader della sinistra) ed il Presidente del Senato, Franco Marini, oltre (ovvio) a Capanna, Russo Spena, Pollice e Paolo Cento. Un silenzio assoluto ed assordante dalla Uil di Angeletti e Benvenuto.

Venti anni sono lunghi da passare. Lei dopo due anni di carcere e uno di arresti domiciliari ha dovuto attendere fino al 2004 (22 anni!) per vedersi prosciolto da quelle terribili accuse del 1982. Cosa le è pesato di più in questi 20 anni?
L’isolamento e la non restituzione della dignità politica, umana, la riammissione totale nel consenso sociale. Vorrei una specie di prima comunione oggi. Mi piace la politica, la gente, l’amicizia. Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. Mi manca la possibilità di stare 20 minuti a parlare con mio padre che mi guarda dal cielo. Mi mancano tanto Langer, Kuron, Antonella, Lisa Foa, Endrigo e qualche altro amico scomparso. Debbo dire che, al tempo della carcerazione, la libertà di pensare non mi ha mai lasciato. I pensieri non hanno padroni. Anche se non volessi, loro girano nel cuore e nell’anima. Se ne andranno quando saranno stanchi di girare a vuoto. Ora, l’avvenire mi tormenta, il passato mi trattiene ed intanto il presente mi sfugge.

Finito il periodo di detenzione e dei domiciliari cosa fece? Mantenne il suo lavoro precedente oppure….
Sì dopo essere stato sospeso dal lavoro, ho mantenuto il lavoro. Oggi sono all’Inps. Anche l’Inps ha avuto tempo e modo per farmi violenza. Dopo essere stato prosciolto in istruttoria (la più lunga della Repubblica) ovvero senza aver mai subito un processo, l’Ente voleva licenziarmi, poi, dopo un processo interno, mi fu comminata la pena di 10 giorni di sospensione. La repubblica bananiera inpsina fu poi portata in giudizio e naturalmente vinsi. Le leggi e le sentenze si applicano: vale anche per l’Inps.

Immagino che anche in famiglia sarà stata dura. Anche sua moglie finì nel tritacarne… Mia moglie chiese il divorzio e scomparve. Non ne so nulla. Invece i miei genitori non mi hanno mai abbandonato neanche quando fummo soli. Oggi mio padre mi guarda da lassù e mamma da quaggiù.

Vent’anni in attesa di giustizia, è il titolo del suo libro. Non solo ha dovuto aspettare vent’anni, ma ha anche dovuto scriverlo da solo che è stato prosciolto. Sulla stampa e in tv la notizia del suo proscioglimento- contrariamente a quella dell’arresto nell’82– non ha avuto grande risalto. In Italia succede spesso. Perché secondo lei?
Non so bene ma il silenzio della stampa mi irrita. Per i terroristi c’è sempre spazio. Per le vittime poco; per i casi giudiziari come il mio quasi niente, specie da certa sinistra. Credo che certi giornalisti, dopo aver usato contro di me le parole come pietre, hanno un senso di colpa ed evitano il confronto. Ma molti amici giornalisti fanno quello che tutti dovrebbero, dire ad alta voce: Scricciolo è stato prosciolto in istruttoria. In tempi di inganni universali, raccontare la verità è un atto rivoluzionario.
 
di Marco Lorenzoni





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11 settembre 2007

Chi ha paura di Grillo? Troppi.

Sono ormai due giorni che il Vday di Grillo fa parlare i politici. La sinistra radicale impaurita dalla concorrenza elettorale grida al qualunquismo. Ma perchè invece di gridare non si preoccupano di dare seguito alle proposte del comico genovese. La destra impreca perchè non vogliono che alcuni di loro scompaiano definitivamente dalla politica. Quanto a questi è meglio che si ricordino che esistono solo per san Berlusconi altrimenti non esxisterebbero nemmeno. Pensate alla Pivetti, avrebbe mai pensato di essere eletta Presidente della Camera? Idem per Pagliarini, l'ex sindaco di Milano e tanti altri desaparecidos. Senza Berlusconi l'astuto Follini quando mai sarebbe diventato VicePresidente del Consiglio. Una casta di politici che nemmeno la nettezza urbana differenziata li raccattava. Eppure fecero anche i Ministri. A sinistra, si pensa a far passare la buriana per continuare a fare come prima. La prima risposta alle istanze grillesche? la nomina di un giovane studioso, master all'Mit per il Cda della Rai. Sì, proprio un giovane di 77 anni. Gerontocrazia la potere perchè amico di Prodi e Veltroni (sic).
Ma perchè le proposte di Grillo fanno inccazzare. Penso perchè vuole che i candidati al Parlamento sia eletti sulla base delle preferenze e non per scelta dei segrteari di Partito. in 7 o 8 decidono chi sono gli eletti e questi, pur di essere ricandidati, sono servili al capo più che i "graziati da Berlusconi" al loro capo di Mediaset.




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10 settembre 2007

Capanna: no agli Ogm

 

No Ogm/ Capanna:"Sul transgenico decidono i cittadini"  (da Affari Italiani)

Parte oggi, con il meeting al teatro Capranica di Roma, la sfida italiana al transgenico. Obiettivo: tre milioni di firme per dire no con un referendum agli Ogm.  In campo ci sono 28 associazioni: dai consumatori agli ecologisti, passando per le Acli e per Slow Food. Insomma, la macchina organizzativa della Consultazione nazionale sugli Ogm e sul modello agroalimentare italiano è ufficialmente in moto: una sorta di referendum itinerante che intende raggiungere tra il 15 setembre e il 15 novembre tutte le piazze del Paese, compresi i piccoli comuni. I cittadini potranno esprimere il loro parere anche attraverso il voto online.  
Affari ha intervistato Mario Capanna, presidente della Fondazione per i Diritti genetici e tra i promotori della mobilitazione, un'esperienza di democrazia partecipata da estendere successivamente al resto d’Europa. L’ex parlamentare e leader storico del ’68 dichiara: "Non sottovaluteri la forza della società civile. Siamo una coalizione inedita costituita da 28 organizzazioni. Raccogliamo complessivamente oltre 10 milioni di associati, quattro volte di più degli iscritti ai partiti”.

Capanna lancia un appello agli scienziati pro Ogm: “Se Edoardo Boncinelli , Francesco Sala (professore di Botanica Generale e Biotecnologia delle Piante ndr) e Umberto Veronesi accetteranno di venire alle nostre assemblee, saranno accolti e ascoltati, ma dovranno accettare di discutere sui contenuti."

L'intervista
Capanna, questa alleanza contro gli Ogm è sorprendente: un fronte trasversale che va da Greepeace a Confartiganato. Politicamente, questa Coalizione non Le sembra un po' Ogm?
"La correggo: la nostra non è un'alleanza contro gli Ogm, ma per un modello di sviluppo agroalimentare, sia in Italia che nell' Ue, libero da Ogm. Siamo una coalizione inedita costituta però da 28 organizzazioni che hanno complessivamente oltre 10 milioni di associati: quattro volte di più degli iscritti ai partiti che siedono in Parlamento."
Perché la gente dovrebbe seguirvi nella vostra battaglia per un modello agroalimentare libero da Ogm? 
"L'Italia, come noto, non ha petrolio o risorse naturali, ma dispone di una ricchezza ben più preziosa: i suoi prodotti genuini, di qualità ineguagliabile, legati a culture millenarie."
Il genetista Edoardo Boncinelli ha dichiarato ad Affari che, grazie agli Ogm, conserveremo meglio i prodotti tipici, facilmente deperibili. Ogm e prodotti Dop diventeranno alleati?
" Se questo accadesse, chiuderemmo bottega. Aprire al transgenico sarebbe una scelta autolesionistica per il nostro sistema agroalimentare."
Perché?
"Se si sapesse che i nostri celeberrimi vini, le nostre pizze, la nostra pasta sono fatti con ingredienti Ogm, i consumatori europei direbbero: 'Mangiateveli voi!'. Ad ogni rilevazione di Eurobarometro (l'istituto di statistica europeo ndr) emerge che i cittadini, in percentuali altissime, non vogliono cibi transgenici."
Difendere l'esistente, cioè l'agricoltura tradizionale, non è una posizione conservatrice? Ci sono anche aspetti negativi nelle nostre campagne: dalle condizioni dei lavoratori, soprattutto immigrati, ad un modello agricolo assistenzialista, troppo legato ai sussidi...
"La nostra prospettiva è innovativa e anche le associazioni degli agricoltori hanno virato la loro politica di 180 gradi. Oggi una grande organizzazione agricola come Coldiretti, che tradizionalmente era una cinghia di trasmissione della DC, sceglie la tolleranza zero sugli Ogm. Ha dichiarato che i suoi associati non coltiveranno mai sementi transgeniche nei propri campi. Questa è una svolta importantissima."
La coalizione è molto rappresentativa della società civile italiana, ma mancano sigle di altri paesi dell'Ue. Con queste forze, come fate a condurre una battaglia europea?
"Dal 15 settembre al 15 novembre sono già stati calendarizzati una serie di confronti: Coop Italia incontrerà le coop consorelle d'Europa; Cia e Coldiretti le corrispondenti organizzazioni agricole a livello europeo e lo stesso faranno gli ambientalisti e i consumatori. Gli incontri si terranno simbolicamente a Roma, la città del trattato costitutivo della Comunità europea". 




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