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Diario
 


 

20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere
imputazione spionaggio


prefazione di Mario Capanna

nelle migliori librerie
o sul sito
www.memori.it






24 settembre 2007

Statunitensi per la pace e la giustizia

info@peaceandjustice.it
Il corteo del 15 settembre a Washington
Dopo i recenti fatti di Washington, con quasi 200 arresti, in molti ci hanno chiesto maggiori notizie sull’accaduto, raccontato di seguito.

Il 15 settembre si è svolta una manifestazione nazionale organizzata dalla ANSWER Coalition per chiedere la fine immediata della guerra in Iraq programmata in modo che coincidesse con la testimonianza del Generale Petraeus davanti al Congresso.
Essendo un momento molto importante per la Casa Bianca e il Pentagono, ci sono stati degli interventi repressivi nei confronti degli organizzatori. Alcune settimane prima della manifestazione, la Fox News di Rupert Murdoch, molto vicino all’amministrazione Bush, ha orchestrato una campagna che sollecitava la città di Washington ad intervenire contro ANSWER per aver affisso manifesti in giro per la città. Il risultato è stato di due multe di $10.000 ciascuna.In risposta alle multe, ANSWER ha organizzato una conferenza stampa per strada, durante la quale ha affisso un manifesto per ribadire il diritto all’affissione. La polizia a cavallo è intervenuta per interrompere la conferenza stampa, correndo tra i giornalisti e ferendone alcuni. Nonostante queste azioni repressive, alla manifestazione hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa 100.000 persone. In testa al corteo, che partiva dalla Casa Bianca diretto verso il Congresso, c’erano iVeterani dell’Iraq contro la guerra (http://tinyurl.com/yttsu9) , altri veterani e i familiari dei militari. Alla fine del corteo i veterani dell’Iraq hanno organizzato un "die-in" di massa davanti al Congresso, coinvolgendo circa 5.000 persone che si sono sdraiate per terra per rappresentare i morti in Iraq. (http://tinyurl.com/2acrrg). Ai piedi della scalinata del Congresso la polizia aveva formato un blocco. I veterani hanno deciso di fare un atto di disobbedienza civile e superarlo per portare un messaggio al Congresso. Uno per uno hanno cominciato ad attraversare le barricate, per essere poi seguiti dai pacifisti. Alcuni si sono essi subito in ginocchio per essere ammanettati (con le manette di plastica) e venivano portati via. Altri, una volta ammanettati, hanno rifiutato di alzarsi e venivano trascinati via. Ancora altri hanno urlato slogan oppure alzato cartelli e sono stati trattati dalla polizia in una maniera molto violenta, incluso l’uso di spray chimici (http://tinyurl.com/yw7ffo) . Mentre venivano arrestati, la gente gridava “Arrest George Bush” e “Il mondo intero sta a guardare”.
Fra gli arrestati tanti i leader del gruppo "Veterani dell’Iraq contro la guerra", insieme ai veterani di altre guerre. (http://tinyurl.com/ytmj6h). Alla fine, gli arrestati sono stati 197, fatto che ha messo in difficoltà la stessa polizia che non era preparata per un così elevato numero di arresti tanto di dover ricorrere alla confisca di mezzi di trasporto pubblico per trasportare le persone fermate.
Ecco due video degli arresti:
http://www.youtube.com/watch?v=Pz9ekYNjaKQ

http://www.youtube.com/watch?v=W32T2BWdW64

E
altre foto: http://tinyurl.com/yrl3hp
C´è stata anche una contro protesta organizzata da "A Gathering of Eagles", che non ha niente a che fare con le aquile. È invece un gruppo di violenti a favore della guerra formatosi recentemente. Si sono messi lungo il percorso del corteo con lo scopo di provocare i pacifisti. È il caso di Carlos Arredondo, padre di un soldato morto in Iraq, il quale, a manifestazione finita, è stato trascinato in una rissa e picchiato dopo che uno degli "Eagles" gli aveva strappato la foto di suo figlio. La polizia intervenuta per fermare l’attacco, non ha fatto nessun arresto. Nonostante che di numero gli "Eagles" fossero solo 1000, cioè l´1% del numero dei partecipanti nel corteo, i media hanno scelto la par condicio, dando loro lo stesso spazio sul telegiornale dato ai pacifisti. Ma le azioni di ANSWER non si sono limitate al territorio statunitense. Con il Presidio Permanente No Dal Molin, che manifestava anche esso il 15 settembre piantando 150 alberi nel sito proposto per la nuova base statunitense, sono state scambiate dichiarazioni di solidarietà, lette a Washington e a Vicenza. E a Washington non è finito con la manifestazione di sabato. Infatti, il calendario del mese di settembre è ricco di iniziative, e questa manifestazione ha avviato una settimana intensa di azioni, comprese atti di disobbedienza civile. La domenica dopo il corteo si sono svolti corsi di formazione e workshop su come fare pressione sui Congressisti e ogni giorno di questa settimana i pacifisti invaderanno i palazzi della Camera e del Senato. Il movimento statunitense contro la guerra sta entrando in una nuova fase.

Stephanie Westbrook  (Statunitensi per la pace e la giustizia – Roma)
info@peaceandjustice.it
http://www.peaceandjustice.it




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24 settembre 2007

VIVERE

“Dal giorno in cui io, mio marito e mia figlia di 10 anni, stavamo trascorrendo qualche giorno di vacanza e abbiamo dovuto anticipare il rientro per il licenziamento in tronco di mio marito, senza preavviso, dopo un’esperienza lavorativa trentennale, e a 52 anni, ci è cascato il mondo addosso.Io lavoro part-time e il mio stipendio si aggira sui 500 euro. Nonostante il mio impegno, la fortuna non mi ha assistito abbastanza per raggiungere una migliore retribuzione. Mio marito ha risposto a diverse inserzioni e sarebbe disposto a qualunque lavoro, ma nulla. Ci siamo rivolti persino ai servizi sociali per avere almeno un aiuto economico in attesa di un’occupazione; tra l’altro è iniziata la scuola, le rate scolastiche, bollette, affitto, col rischio che presto arrivi lo sfratto, dovremmo pur mangiare. Ci siamo sentiti rispondere che col mio stipendio di 500 euro si può vivere, per legge. Sfido chiunque con un affitto che equivale al mio stipendio, a farlo. Sono una donna affranta e una madre straziata per non poter concedere i bisogni primari a mia figlia, il primo pensiero naturalmente. Come possono le istituzioni essere così crudeli nei confronti di chi si trova all’improvviso a dover affontare situazioni del genere senza colpe?”
Maria Grazia Spadaro–
mgarte@yahoo.it
Mentre leggo questa nota accorata di una madre, leggo su Il Corriere della Sera, l'articolo di Sergio rizzo e Gian Antonio Stella e mi chiedo due cose:
- perchè la classe politica (borghese) pensa che possa vivere in un paradiso proprio
- perchè i cittadini 8ormai sudditi) debbano subire tanta poca attenzione alla loro vita reale
.




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23 settembre 2007

Vedere il sito "Villa dei Fiori"

Villa dei Fiori è una casa di cura con specializzazione in ambito psichiatrico. Tramite questo blog si cerca di rendere alla portata di tutti le problematiche delle malattie psichiatriche come depressione, schizofrenia, bulimia, anoressia 
www.villadeifiori.ilcannocchiale.it




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22 settembre 2007

Don Puglisi. In memoria

15 SETTEMBRE 1993
Don Giuseppe Puglisi nasce nella borgata palermitana di Brancaccio il 15 settembre 1937, figlio di un calzolaio e di una sarta, e viene ucciso dalla mafia nella stessa borgata il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno.
La suaattenzione si rivolse al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, riaffermando nel quartiere una cultura della legalità illuminata dalla fede. Questa sua attività pastorale come è stato ricostruito dalle inchieste giudiziarie ha costituito un movente dell’omicidio, i cui esecutori e mandanti sono stati arrestati e condannati.




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21 settembre 2007

Caro Marini, sono senza parole

Caro Marini, ho seguito per dovere e non per piacere il dibattito al Senato sulla Rai. Credo che se tutti i cittadini che in questo periodo protestano per la distanza della classe politica dalla realtà quotidiana avessero potuto assistere all’estenuante serie di votazioni e di dichiarazioni di voto su mozioni e “dispositivi” che sembravano fatti apposta per creare trappole al centrodestra e al centrosinistra, ora confermerebbero senza esitazione un giudizio drammaticamente negativo.
Anche lei, da presidente del Senato, non sapeva più a chi dare la parola e a chi toglierla. Non si contavano più gli intermezzi di Calderoli, Matteoli, Willer Bordon, Zanda, Brutti e via elencando, in un crescendo di incomprensibilità. Storace bidona il centrodestra, D’Onofrio pareggia subito i conti con il centrosinistra, alla fine solo macerie e brandelli di indecisione. La Rai rimarrà quella che è, nomine congelate, piano industriale (?) che tutti vogliono. La sensazione è di paralisi e di gioco delle parti. Quante volte ancora dovremo assistere a bizantine riflessioni sulle modalità di voto?
Per poi vedere la “maggioranza” costretta a ritirare la propria mozione per non affondare da sola, a causa di Mastella e soci? Siamo davvero nelle mani dell’Udeur, caro Marini? E’ così? Forse è davvero vicino il momento di una svolta, ma non riesco a capire in che direzione. Dodici mozioni sulla Rai, non è possibile che l’opinione pubblica capisca. O meglio, quello che si capisce è davvero deplorevole. Buon lavoro, si fa per dire.
franco.bomprezzi@affaritaliani.it (Da Affari Italiani - Giovedí 20.09.2007 17:14)




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20 settembre 2007

Recensione su Affari Italiani

Per i lettori, si veda 




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19 settembre 2007

Il potere genera follia

 Ma dove nasce la smania di potere
 se non quando incominci a subirlo?
 Ogni essere responsabile dovrebbe vietarsi di avere potere
 ma come imparare a non desiderarlo
 o a rifiutarlo?
 Il potere genera follia.
 Solo l'anarchia l'aveva intuito.
 Troppo intelligente e avveniristica
 per essere capita.
(da: "A ruota libera o farneticazioni" di Sarina Aletta)




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18 settembre 2007

Borgata Pinarelli e Veltroni prende d’aceto

Tra il Campidoglio e Palazzo Chigi verrà presto edificata la borgata Pinarelli. Si tratta dell’ennesimo stralcio alle varianti del nuovo piano regolatore romano su cui stanno accumulando nuove ricchezze i costruttori della capitale. I tecnici del Comune sono già al lavoro sulle indicazioni del sindaco Veltroni. Possiamo anticipare che il sistema idrico e fognario è già pronto anche se non ancora in grado di smaltire l’intero carico di bugie e illusioni prodotte nella zona dal Partito democratico. Al posto del Vittoriano, che sarà abbattuto, sorgeranno duecento monolocali per ospitare i bambini africani, giunti a Roma dopo aver saputo che Veltroni non sarebbe più giunto in Africa. A Monte Caprino, opportunamente ripulito dalle effusioni gay, verrà edificato un imponente edificio progettato da Renzo Piano, un ospizio dove troveranno rifugio tutti gli ex militanti dei Ds che avevano creduto davvero che il Pd si sarebbe collocato nel solco del socialismo europeo. La Casa delle Culture è invece prevista là dove un tempo svettava l’obelisco di piazza Montecitorio: Peppino Caldarola e Nunzio D’Erme intratterranno il pubblico proponendo delle frasi pronunciate da Veltroni: chi indovina in quale anno furono pronunciate vincerà un viaggio di sola andata in metropolitana per Cinecittà. Nell’edificio “La storia siamo noi”, che prenderà il posto di palazzo Wedekind in piazza Colonna, troveranno spazio tutte le foto e i filmati dedicati al Partito comunista italiano da cui si potrà verificare che, partecipando ai cortei di spalle, Veltroni non si era accorto della falce e martello sulle bandiere che gli sfilavano accanto. Infine la ristrutturazione di Palazzo Doria, che diverrà Star Trek Palace, per contenere la descrizione dei nuovi mondi possibili descritti da Walter Veltroni. La borgata Pinarelli dovrebbe essere pronta entro il 2011, ma c’è chi giura che un quadrante sarà aperto già nella primavera del prossimo anno.




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18 settembre 2007

Chi era Pim Fortuyn

Pim Fortuyn (Velsen19 febbraio 1948 – Hilversum6 maggio 2002) è stato un politico olandese, ha studiato sociologia all'Università di Amsterdam divenendo poi assistente universitario di sociologia all'Università di Groningen e all'Università Erasmo da Rotterdam. Il suo percorso politico fu relativamente atipico, perché fu membro del Partito Socialista, che tentò invano di aderire al Partito Comunista e, alla fine, fondò un movimento populista (definito di estrema destra da alcuni suoi avversari, etichetta che lui stesso ricusò formalmente). La sua omosessualità dichiarata contribuì a tenerlo a distanza dai numerosi partiti conosciuti per programmi che mettono l'accento sulla difesa dei valori della famiglia (religiosi o di estrema destra).
Il
26 novembre 2001, fu eletto alle elezioni legislative del 2002, come capo lista per il partito Leefbaar Nederland, di nuova costituzione. A dispetti di tali precauzioni oratorie il Leefbaar Nederland dichiarò che avrebbe rifiutato, in futuro, di farlo figurare sulle sue liste.
Prendendo atto di questo rifiuto, Pim Fortuyn, l'11 febbraio 2002, fondò un suo partito, in vista delle elezioni legislative, la Lista Pim Fortuyn (Lijst Pim Fortuyn, LPF), movimento che raccolse rapidamente numerosi membri e simpatizzanti del Leefbaar Nederland. La sezione di Rotterdam del Leefbaar Nederland si scisse mantenendo Fortuyn come leader. Nel marzo 2002, ottenne il 36% dei seggi a Rotterdam nelle elezioni per il consiglio di distretto, divenendo anche il primo partito della città dopo trent'anni di dominazione del partito social-democratico, che fu costretto all'opposizione. Il 6 maggio 2002, a nove giorni dalle elezioni politiche, Pim Fortuyn fu assassinato da Volkert van der Graaf, attivista d'estrema sinistra, militante della causa animalista, all'uscita di una stazione radiofonica alla quale aveva appena concesso una intervista per la campagna elettorale. Il popolo olandese accordò 1.614.801 voti all'LPF, che permise l'elezione di ventisei deputati alla camera bassa del Parlamento (pari al 17% dei centocinquanta seggi dell'assemblea). La LPF divenne anche il secondo partito olandese.
Nonostante entrasse a far parte della coalizione di governo di
Jan Peter Balkenende, il nuovo primo ministro democristiano, la Lista Pim Fortuyn, priva del suo capo, entrò rapidamente in una crisi che si concluse qualche mese più tardi con lo scioglimento della Camera bassa.
Opinioni su Islam ed accoglienza
Le sue posizioni politiche furono contraddistinte dalla sua ostilità all'
Islam e all'immigrazione non-europea nei Paesi Bassi. Basò i suoi discorsi sull'argomento delle differenze culturali e sulla presunta assenza di volontà d'integrazione della maggior parte degli immigrati, ma non ha mai evocato gli argomenti del razzismo. Infatti, Pim Fortuyn ripeté numerose volte di non avere niente in comune con i partiti abitualmente classificati all'estrema destra quali il FPÖ in Austria, il Front National in Francia, o ancora il Vlaams Blok nel Belgio fiammingo. Ha ammesso, solo, di riconoscersi come nazionalista.
Nell'agosto 2001 il quotidiano Rotterdams Dagblad pubblicò una sua dichiarazione dove, tra l'altro, affermava:

"Io sono anche a favore di una guerra fredda con l'Islam. Io vedo l'Islam come una minaccia straordinaria, come una religione ostile"
Il 9 febbraio 2002 dichiarò al giornale olandese De Volkskrant che sei milioni di abitanti nei Paesi Bassi erano una cifra sufficientemente elevata, e che l'accettazione di 40.000 domande d'asilo all'anno era una politica che doveva cessare.
Disse inoltre che, ai suoi occhi, l'articolo sette della costituzione, che garantisce la libertà di parola, è più importante dell'articolo uno, che si oppone a tutte le discriminazioni. Ebbe cura, in questa occasione, di prendere le distanze dalle posizioni espresse
anni Ottanta dal Centrumpartij, che chiedeva l'esplusione degli stranieri dal paese, mentre egli stimava che una loro sufficiente integrazione avrebbe fatto sì che la questione della loro presenza non si ponesse più.
Una delle paure di Fortuyn era l'intolleranza della comunità musulmana. Nel 2002, in un dibattito televisivo "Frotuyn punzecchiò un religioso musulmano facendo mostra dela sua omosessualità. Alla fine l'imam esplose apostroando Fortuyn con termini fortemente anti-omosessuali. Fortuyn con calma si girò verso la telecamera e, rivolgendosi dierettamente ai telespettatori, disse loro che questo è il genere di cavallo di Troia dell'intolleranza che gli olandesi stanno accogliendo nella loro società nel nome del multiculturalismo.
Ad quotidiano olandese Volkskrant che gli chiedeva se odiasse l'Islam, rispose:
Collabora a Wikiquote « Io non odio l'Islam. La considero una cultura retrograda. Ho viaggiato molto nel mondo, ed ovunque comanda l'Islam, è semplicemente terribile. Tutta l'ipocrisia. È un po' come quei vecchi Protestanti Riformati. I Riformati mentono tutto il tempo. È perché? Perché hanno norme e valori che sono così elevati che tu non puoi umanamente sostenerli. Questo puoi vederlo anche nella cultura musulmana. Prendi per esempio i Paesi Bassi. In quale altro paese un leader eletto di un movimento importante come il mio può essere omosessuale? È meraviglioso che questo sia possibile. È qualce cosa di cui essere fieri. E mi piace conservare le cose così, grazie molte»
(Da Wikipedia)
Ora  ogni accostamento è fuori luogo. Ma la vicenda di Beppe Grillo e quella dell'ascesa di Pym hanno delle analogie. Una classe politica staccata dal paese, un'emigrazione che viene vissuta male dagli strati medio-bassi, una microcriminalità devastante insieme alle rapine in villa, la questione dei rom, l'asfissiante brocrazia che rende i cittadini dei sudditi, un potere politico che pensa solo a sè stesso ed al proprio futuro e via discorrendo fanno della situazione italiana una copia della situazione olandese dove crebbe PYm. E se nascono le liste civiche di Beppe Grillo, state certi non ci sarà più nè cosa rossa, ne "La sinistra" ma l'opposizione rischia di trovare spazio nei seuneti movimenti:
- Il movimento guidato da Mario Capanna Ogm-free con oltre 4 milioni di firme;
- Il movimento di Beppe Grillo, ben diverso eppure di base;
- il movimento pacifista mai morto
- L'ambientalismo vero a favore della sopravvivenza della terra;
- Il movimento Dal Molin, No Tav e via discorrendo
- il vasto movimento per il Terzo Mondo ed il volontariato
Tutti questi pezzi della società non hanno una chiara e riconosciuta rappresentaza politica e rischiano di affondare Cosa rossa e Cosa democratica se non si danno risposte certe, chiare, trasparenti attraverso atti politici di Governo.




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17 settembre 2007

A proposito di Grillo

Beppe Grillo è un comico, un ottimo comico. Mi piace come mome mi piaceva Dario Fo da giovane. E non dice cose assurde. Le tre proposte sono altamente condivisibili.
1. Mandare a casa tutti coloro che hanno sentenze passate in giudicato. C'è qualcuno che non sia d'accordo? Tutti direte voi. Intanto restano lì. Se lavorassero nella PA sarebbero già stati sospesi.
2. Due mandati e tanto basta. Fini: non avremmo avuto Almierante, Togliatti e De Gasperi. Ma perchè se non si è depuati non si è nessuno. Vedete quanti deputati sono alla Camera per oltre 4 legislature. Volete forse che muoiano da deputati e non si godano la loro pensione, i loro nipotini, ecc.
3. Ristabilire le preferenze. Alcuni dicono che così si fa vincere la mafia e le organizzazioni criminali. Una offesa alla stragrande maggioranza degli uomini liberi d'Italia. A proposito. Ma noi mandiamo l'esercito a pacificare il Libano, l'Afganistan e via dicendo. Condivido. Ma perchè non pacifichiamo le regioni ove l'economia criminale dominata da mafia, ndrangheta (non si riesce neanche a scrivere) e camorra la fanno da padroni. Non bisogno leggere Saviane ma fare. Compito della politica è parlare con i fatti.
Una parola per Fassino. Ho sempre avuto stima. Poi arriva Unipol ed ho aviuto stima. Poi finisce il Ds ed il suo ruolo e propone un rimpasto che gli apra le porte del Governo. E non ho avuto più stima. Meglio come dice Cossiga: "il meglio fico del bigoncio" ovvero D'Alema almeno parla chiaro e rischia in proprio.
Ora Grillo è l'antipolitica? Certamente. Ma questa classe dirigente passerà alla storia come quella che devastò l'Italia, il rapporto con i cittadini e prese per il culo Pericle.
"Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende le proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte, la cui sanzione risiede soltanto nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così. (Discorso di Pericle (495-429 a. C.), agli ateniesi nel 461 a. C.)




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