.
Annunci online

  luiginoscricciolo
 
Diario
 


 

20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere
imputazione spionaggio


prefazione di Mario Capanna

nelle migliori librerie
o sul sito
www.memori.it






9 novembre 2007

Il Comune di Martignano ed il Libano


Ricevo da TALAL KHRAIS
INCONTRI : CON LA COMUNITA', IL LEADER WALID JOUMBLATT.
Una visita molto attesa e voluta dalla comunità di Kafar Matta per ringraziare il sindaco di Martignano e il popolo italiano per l'aiuto al Libano nei momenti più difficili. sull'invito del comune di Kafar Matta (Montelibano) una delegazione del comune di Martignano ha compiuto una breve visita in Libano di due giorni il 5 e il 6 novembre ha presentato il progetto sportivo chiamato " Sport e dialogo interculturale per i minori di Kafar Matta" che sarà realizzato entro il 31 marzo 2007. Il comune di Martignano, e la Provincia di Lecce, operano nel Paese dei Cedri dal 1988 per sostenere il piano di ricostruzione del comune libanese martoriato e per contribuire allo storico ritorno dei cristiani nel Paese, simbolo della convivenza tra cristiani e drudi. Il mese scorso sotto il patrocinio del Consiglio dei Ministri Libanesi e del Premier Fuad Sinora, è stato firmato un accordo di riconciliane tra i cittadini di Kafar Matta, confermando la loro volontà di vivere insieme, lottare per il rispetto dei diritti di ciascuno dei componenti della società, difendere la sovranità, l'unità e l'indipendenza del loro Paese, il Libano. Il comune di Martinano, grazie anche ai contributi della provincia e la Regione Puglia e la Comunità Europea sono riusciti a realizzare progetti di estrema importanza, prima di tutto per aiutare i giovani ad andare avanti e riempire loro spazio libero in cose utili, una educazione al lavoro e alla pace. Un centro plurifunzionale realizzato a Kafar Matta considerato il migliore in tutto il Monte Libano, un frantoio che risolve problemi di migliaia di agricoltori e oggi un centro sportivo che vedrà i giovani dalle diverse comunità insieme. La delegazione, accompagnata da Talal Khrais segretario generale del Centro italo arabo Assadakah e dal Sindaco di Martignano Fuad Khaddaj è stata guidata dal Sindaco di Martignano Luigino Sergio, che è anche Presidente dei comuni della Gracia Salentina, l'assessore alla Cultura Antonio Tommasi, e il risponsabile dei progetti Venicio Russo. La visita comincia con un incontro con la Sig.ra Noura Joumblatt. Il Sindaco di Kafar Matta e la Sig.ra Noura hanno concordato delle iniziative per rafforzare i legami tra il Libano e l'Italia nel campo culturale, tra queste un gemellaggio tra il festival di Beit Eddin e quello di Lecce di musica popolare, la Notte della Tarantella. Un'incontro con S. E Ambasciatore d'Italia Gaberiele Checchia assistito dalla dott.sa Daniela Tònon consigliere alla cooperazione. S.E, ha apprezzato lo sforzo compiuto dalla comunità Leccese a favore della popolazione martoriata, considerando questi progetti, sono ulteriori passi sulla strada dell'amicizia e la cooperazione tra l'Italia e il Libano. Un'affollatissima conferenza stampa a Kafar Matta per presentare il progetto sportivo e per una sala multimediale che collega i minori di Kafar Matta a quelli di Martignano. Poi incontri con la Comunità, una visita all'ospedale di Kabr Chmoun e un incontro con il direttore dell'ospedale Tarek al Zohr. Il medico ha spiegato che in tutta la regione non esiste un centro dialisi chiedendo al comune di Kafar Matta di cercare di mediare un centro simile. Il giorno dopo un incontro con il leader Walid Joumblatt, che apprezza gli sforzi compiuti da circa 20 anni e invita la delegazione per sostenere l'iniziativa per la creazione di un centro di dialisi, sia nel Monte il Libano che nel Sud, appena liberato dall'occupazione israeliana. Un' incontro con Charif Fayad Segretario Generale del Partito Socialista Progressista Libanese PSPL, un amico del Comune di Martignano e del suo sindaco, poi un incontro con Hisham Hammad, responsabile del club di Haifa una Associazione sportiva a sostegno dei giovani palestinesi. Hicham ha decritto la tragica situazione in cui vivono i giovani palestinesi nel campo di Burj el Barajneh, giovani che non vedono il loro futura, alta disoccupazione e senza nessuna propettiva. Hammad ha chiesta alla delegazione un intervento a favore dei giovani e dell'infanzia palestinese.

Titolo del Progetto: Sport e dialogo interculturale per i minori di Kfar Matta
Descrizione del progetto

Contesto di riferimento

Nel 1989 tra Kfar Matta e il Comune di Martignano si è realizzato un gemellaggio che ha dato luogo a diverse attività legate alla solidarietà popolare (scambi socio-culturali, visite di delegazioni, periodi di vacanza in Salento per i minori libanesi ecc.) e alla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale.La zona interessata dal progetto si trova nel Distretto di Aley, sul Monte Libano, a sud di Beirut, ad una distanza di circa 20 Kmdalla capitale.

In seguito all’invasione israeliana ed ai successivi combattimenti fra gruppi libanesi  il territorio (tra l’altro il primo ad essere coinvolto nella guerra) ha subito pesanti distruzioni; i giovani di adesso sono i minori della fine della guerra e ne portano addosso tutti i traumi e le conseguenze, nonostante la grande forza di ripresa e di ricostruzione.

L’attività economica principale prima della guerra era rappresentata dall’agricoltura; oggi sta crescendo il commercio, anche se la ricostruzione economica e sociale nell’area procede con lentezza. L’unico spazio di aggregazione (serve un po’ per tutto: cerimonie civili e religiose, festeggiamenti e funerali, ecc) è il Centro Sociale realizzato con un progetto di cooperazione di una Ong salentina in collaborazione col Comune di Martignano. La situazione dei giovani e dei minori continua ad essere molto precaria da diversi punti di vista. Non avendo luoghi di ritrovo e di aggregazione, una volta finito di studiare o di lavorare, sono costretti a girovagare per le vie del paese o stazionare oziosamente vicino ai bar.I minori e i giovani (alcuni mutilati a causa della guerra) hanno bisogno di spazi sia per le attività sportive che di tipo culturale. Paese e località di interventoKfar Matta, Distretto di Aley, LibanoLa necessità espressa dal Sindaco a nome di tutta la comunità di Kfar Matta di avere degli spazi di impegno culturale e sportivo per i minori e i giovani del paese, ha spinto il Comune di Martignano ad elaborare un progetto per il sostegno, la prevenzione e il dialogo interculturale a favore dei minori della comunità libanese.Descrizione delle attività progettualiIl progetto prevede: la ristrutturazione del campo di calcio del paese, l’attivazione di una sala multimediale, la predisposizione di materiale didattico-formativo, la formazione dei ragazzi. Un’altra sala multimediale, con 10 computers, verrà attrezzata nella Scuola Media di Martignano le cui spese sono a carico dell’Amministrazione locale e previste nel progetto come partecipazione al cofinanziamento. Anche in questo caso è prevista sia la preparazione di materiale didattico che la formazione dei minori, con costi sempre a carico del Comune di Martignano.Il progetto di ristrutturazione del campo sportivo, in base alla richiesta del Comune di Kfar Matta, verrà elaborato da un tecnico del Comune di Martignano, naturalmente utilizzando sia le conoscenze dirette che le informazioni pervenute. I lavori di rifacimento, la recinzione e l’acquisto di attrezzature necessarie verranno coordinati dai rappresentanti del Comune di Kfar Matta.La realizzazione di una sala multimediale prevede: l’acquisto di 10 computers, l’installazione, la predisposizione di strumenti didattici formativi/informatici adeguati alle caratteristiche dei beneficiari, la formazione dei minori da parte di personale locale esperto, la corrispondenza con i ragazzi del Salento, lo scambio e il dialogo interculturale con altri paesi. Tra le attività di informazione relative alla conoscenza del progetto è prevista la collaborazione con ASSADAKAH, la rivista italo-libanese diretta dal dott. Talal Khraise diffusa oltre che in Italia e in Libano, anche in diversi paesi del Medio Oriente.BeneficiariI beneficiari sono quindi tutti i minori e i giovani sia di Kfar Matta, che dei paesi limitrofi.Il coinvolgimento della popolazione locale e la partecipazione attiva alle iniziative previste dal progetto, tramite le associazioni culturali e sportive del paese, sono un requisito importante per la realizzazione e per la sostenibilità del progetto.Sarà usato, come già avvenuto per altre occasioni, il metodo dello sviluppo partecipativo.ObiettiviI servizi educativi per il tempo libero sono offerti alla collettività con l’obiettivo di mettere a disposizione spazi e persone per il gioco e la formazione di minori e giovani. Il disagio sociale minorile può provocare gravi danni a tutta la società, per cui l’iniziativa punta non tanto a curare quanto a prevenire situazioni che possono diventare insanabili. Bisogna rendere i ragazzi resistenti ai fattori sociali destabilizzanti, capaci di affrontare le difficoltà e pronti ad eliminare o almeno a ridurre le cause dei fattori del disagio.
Altro obiettivo importante è l’integrazione tra giovani e minori per costruire rapporti di gruppo-comunità e non di "clan" che possano sfociare in atteggiamenti violenti.La formazione dei minori nell’uso del computer può diventare uno strumento importante per un futuro inserimento lavorativo.Il collegamento, tramite internet, con i ragazzi di Martignano e della Grecìa, è un facile mezzo per la crescita del dialogo e dell’interscambio culturale. Il dialogo favorisce ovviamente anche la crescita culturale dei nostri ragazzi.E’ importante il coinvolgimento delle associazioni, della popolazione e delle famiglie del luogo; ciò consentirà non solo di attuare al meglio il progetto, ma anche di renderlo sostenibile.Data conclusione progetto30 aprile 2008 (tutte le attività devono essere concluse entro il 31 marzo 2008 inmodo da poter presentare le fatture al Comune di Martignano entro il 15 aprile).




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 9/11/2007 alle 0:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 novembre 2007

Oltre 3 milioni di voti. Capanna prosegue..

"Da 54 giorni la Coalizione "ItaliaEuropa - liberi da Ogm" sta continuando a raccogliere firme dal Trentino alla Sicilia per una agricoltura libera da Ogm, con incontri e dibattiti, in una grande interlocuzione mai avvenuta prima d'ora nel nostro paese". Così Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici, è intervenutooggi al Convegno "L'agricoltura cresce in libertà, libertà dagli Ogm", incontro con la Rete delle Regioni Europee Ogm free organizzato nell'ambito della Consultazione nazionale sugli Ogm. Capanna ha ricordato l'andamento positivo dell'iniziativa promossa dalla Coalizione "ItaliaEuropa - liberi da Ogm", in corso fino al 15 novembre, che "sta mettendo in moto un benefico contagio tra le persone, coinvolgendo, al di là delle grandi organizzazioni, pezzi sempre più numerosi di società civile". "Ma la Consultazione è stata solo il primo passo - ha continuato Capanna - e la partita vera si giocherà dopo il 15 novembre, quando spenderemo i nostri 3 milioni di voti a Roma come a Bruxelles. Da quel momento anche il ruolo delle Regioni europee Ogm free, che hanno cominciato il loro cammino quattro anni fa, sarà enormemente rafforzato, non saranno più sole." Capanna ha infatti ricordato che "Le 44 regioni hanno dovuto subire da parte della Commissione Europea il "dogma" della coesistenza, perchè la stessa Commissione aveva deciso di introdurre gli Ogm in Europa ad ogni costo. Ma oggi ci dobbiamo dire chiaramente che la coesistenza è impossibile, non esiste. E' come un asino che vola. I transgeni infatti sono materia vivente, in grado di durare nel tempo e di trasmettersi alle specie affini. Anche se si facessero delle zone rifugio, i transgeni finirebbero con il contaminare altre coltivazioni"Capanna ha poi continuato difendendo la Coalizione dalle accuse di antiscientificità che gli sono state mosse. "Non siamo noi ad essere retrogradi nè ideologicamente legati al passato - ha puntualizzato -. Sono le biotecnologie ad essere obsolete, poichè in quindici anni hanno modificato solo quattro tipi di piante per la resistenza ai pesticidi. Se non le fermiamo, potrebbero portare al controllo, da parte di quattro multinazionali, della sicurezza alimentare di tutto il pianeta."




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 8/11/2007 alle 10:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


7 novembre 2007

Bit, precariato e Governo

 "... Con il pretesto della flessibilità per modernizzare il mercato del lavoro, la legge 30 ha creato una situazione di precarietà preoccupante. Per le statistiche ufficiali, i contratti a termine sono diventati quasi l'unico modo che hanno i giovani di trovare un impiego ma poi è raro che questi si traducano in lavori stabili, con un rapporto di 1 a 25. Stanno aumentando le distorsioni del mercato del lavoro, specialmente nel Sud del Paese dove la diminuzione del tasso di occupazione ha raggiunto livelli allarmanti".
Non sono le considerazioni note della sinistra radicale o dei metalmeccanici Fiom, critici sul Protocollo del governo perché conserva gran parte della legge 30, ma le osservazioni della Commissione di esperti dell'International Labour Organisation, ILO-Bit, Agenzia delle Nazioni Unite per i diritti del lavoro.
È passata inosservata la notizia che il nostro Governo, tramite il ministro Damiano, è stato convocato in un'audizione speciale nel corso della 96° Conferenza internazionale del lavoro, a giugno a Ginevra, per discutere della situazione in Italia e degli effetti della legge 30, che ha suscitato non poche perplessità nella comunità internazionale. L'ILO ha un ruolo normativo e di controllo sull'applicazione delle norme internazionali, oltre che di sostegno ai governi nel perseguimento del "Lavoro dignitoso" contro la deregolamentazione dell'occupazione e la negazione dell'intervento pubblico di protezione sociale. Dai verbali dell'audizione italiana emerge con chiarezza "l'incompatibilità" delle riforme del governo Berlusconi rispetto alla Convenzione 122 sulle politiche del lavoro. La Convenzione, ratificata dall'Italia nel 1971, impone agli Stati membri l'adozione di "programmi diretti a realizzare un impiego pieno, produttivo e liberamente scelto" e in generale "l'elevazione dei livelli di vita, attraverso la lotta alla disoccupazione e la garanzia di un salario idoneo".
Per la Commissione composta da 20 giuslavoristi di tutto il mondo, "l'unico fine perseguito dal vecchio governo è la liberalizzazione del mercato del lavoro secondo un modello di contrattazione sempre più individualizzata, a discapito di politiche territoriali di sviluppo nell'industria e nella ricerca, fondamentali per assicurare competitività nei settori innovativi, anziché cercare di competere con le economie emergenti sul costo del lavoro". La Commissione ha chiesto di rispettare la Convenzione 122 con "un ritorno alla centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato come forma tipica di occupazione", attraverso una concertazione che vada a beneficio dei lavoratori, in termini di condizioni salariali e di vita, e non solo delle imprese.
All'audizione dell'Ilo non ha partecipato il ministro Damiano, seppure convocato formalmente, ma Lea Battistoni, che al ministero è direttore generale del mercato del Lavoro. Dopo avere premesso che il nuovo esecutivo è in carica da troppo poco tempo per mostrare già i risultati delle proprie politiche, Battistoni ha rassicurato la Commissione spiegando che le richieste dei sindacati erano state prese in considerazione e che non c'è motivo di preoccuparsi per il mancato rispetto delle convenzioni internazionali da parte dell'Italia: "Questa discussione - ha detto - sembra appartenere al passato, a un altro governo".

(da Il Manifesto del 16 ottobre 2007, a firma Vittorio Longhi).




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 7/11/2007 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 novembre 2007

Un Forchettone Rosso pronto a votare il Decreto Nero per la cacciata dei

Michele Nobile*

Milziade Caprili, classe 1948, non è un cittadino qualsiasi. Ininterrottamente eletto alla Camera dei deputati dal 1983, prima per il Pci e poi per Rifondazione comunista, con un quarto di secolo di carriera parlamentare alle spalle è, senza dubbio, un politico di professione. Ora è tra i Vice presidenti del Senato della Repubblica ed è membro della Direzione nazionale del partito. Personaggio autorevole, per carica istituzionale e incarichi nel partito più «radicale» della sinistra italiana. In un’intervista a la Repubblica del 5 novembre 2007, p. 2, il Senatore Caprili ricorda la «mobilitazione» a Viareggio «per cacciare un centinaio di rom». Egli conosce bene il caso, non solo per lo scalpore nazionale che suscitò, ma perché Viareggio è la sua città natale e lì è stato Segretario di Federazione, Vice sindaco, assessore allo sport, assessore alla cultura e assessore al decentramento: uno, insomma che sa cos’è un bel Carnevale. Egli è preoccupato: «è quella lì la percezione crescente nei confronti degli immigrati da parte del popolo della sinistra». Afferma deciso che «La sinistra deve ritrovare una connessione sentimentale con il proprio popolo». Ma come? Riavvicinando, ad esempio, questo «popolo di sinistra» dalle idee confuse alla fratellanza umana, alla solidarietà con gli emarginati?
Magari lanciando una chiara e dura campagna nazionale contro il razzismo, le ronde, le aggressioni razziste, i Cpt, i provvedimenti di espulsione? No. La «connessione sentimentale» da ritrovare ha tutt’altro fondamento. Quella degli immigrati, «Ormai è una marea che monta. Se non fermiamo gli arrivi, travolge tutto». Non è Umberto Bossi o Roberto Calderoli a dichiararlo. Neanche Gianfranco Fini o Francesco Storace.E’ sempre lui, l’esperto amministratore Milziade Caprili. E precisa, a scanso di equivoci: «Gli altri che non hanno reddito dovrebbero essere, nel rispetto ditutti i diritti della persona, rimandati in Romania». Il pluriparlamentare non può che sostenere il «rispetto di tutti i diritti della persona», ci mancherebbe altro. Intanto, le persone in carne ed ossa sono concretamente deportate. I «romeni» sono deportati: secondo un provvedimento la cui logica, nel linguaggio giuridico, è molto vicina a quella del «tipo normativo d’autore». ... In questo caso, il «peccato» imputato è quello di non avere un reddito: imputazione veramente bizzarra se lanciata da quello che dovrebbe essere un illustre dirigente «comunista», paladino di coloro che non hanno contro coloro che hanno, uno che vuole il «risarcimento sociale» Milziade Caprili, veramente, non è un cittadino qualsiasi. Uno che riesce a votare la fiducia a Romano Prodi ed a Giuliano Amato, i grande privatizzatori, a Massimo D’Alema, il bombardiere. Che vota missioni militari e finanziarie. Uno che vuole continuare a fare il Senatore, magari il Sottosegretario, possibilmente il Ministro, per ripiego il Sindaco. Uno per cui tenersi la poltrona «a sinistra» e mantenere in vita il governo è molto più importante del contenuto dei provvedimenti che si votano. Cosa volete che sia, per un Forchettone Rosso, votare un Decreto nero?

I Forchettoni rossi. La sottocasta della «sinistra radicale», Massari editore, Bolsena 2007, a cura di Massari Roberto, con testi di Massimo Bontempelli, Michele Nobile, Marino Badiale, Antonella Marazzi, Andrea Furlan .




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 7/11/2007 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


7 novembre 2007

Beppe Grillo ha ragione: le cose stanno come scrive lui

La Casa Circondariale della Libertà si indigna ogni ora con il Governo e con Topo Gigio Veltroni. Dice che il flusso incontrollato dalla Romania e dalla Bulgaria lo ha voluto Valium Prodi. Non è vero!
La responsabilità di una immigrazione fuori controllo è di governo e opposizione. Come al solito. Come per De Magistris, per l'indulto, per la Forleo, per Rete 4, per i 94 miliardi di evasione delle concessionarie delle slot machine. Come sempre insomma.
Il 1° gennaio 2007 quasi tutti gli altri Paesi europei hanno imposto un periodo di moratoria all'ingresso di bulgari e rumeni nella UE.
L'Italia, la nazione meno organizzata, dove la certezza della pena non esiste, con il debito pubblico più imponente d'Europa, con una densità abitativa da formicaio e con cinque milioni e mezzo di precari ha "aperto i boccaporti"(parole del sindaco part time di Roma).
Forza Italia e Rosa nel pugno hanno pesanti responsabilità per l'arrivo di flussi di disperati. Riporto gli interventi di Frattini (FI) vice presidente della Commissione Europea e e della Bonino (RNP), ministro delle Politiche europee il 14 Dicembre 2006, all'incontro con gli ambasciatori di Romania e Bulgaria.
Franco Frattini ha ringraziato i due Paesi per il grande impegno alla lotta contro la corruzione che negli ultimi anni ha subito una forte diminuzione. Frattini si è detto contrario a forme di limitazione dell'entrata di lavoratori bulgari e rumeni in Italia, come invece è avvenuto in altri Paesi dell'UE. E' intervenuto il Ministro Emma Bonino, che, dando il suo benvenuto ai 30 milioni di cittadini rumeni e bulgari, ha tranquillizzato tutti sul finto mito del terrore dell'invasione dei lavoratori stranieri dopo l'entrata di un nuovo Paese nell'Unione Europea, e ha ricordato come invece queste persone siano una grande risorsa per il nostro Paese. La Bonino si è detta personalmente contraria ad un'eventuale moratoria sull'entrata dei lavoratori bulgari e rumeni in Italia. Ha ricordato che anche quando è entrata la Spagna nella UE avevamo paura dell'invasione e poi non è successo niente. Ma chi ce l'ha mandata questa? Si tolga la giacchetta da stilista e si dimetta subito.
I Paesi Europei hanno fatto una moratoria, noi no. Perchè? Confindustria ha bisogno di esportare capitali in Romania e in Bulgaria dove il costo del lavoro è molto più basso che da noi e i controlli sono minori. Confindustria ha anche bisogno di importare mano d'opera a costi da fame. Romania e Bulgaria sono perfette per questi obiettivi.. Porte spalancate.
La moratoria Prodi non l'ha fatta e Berlusconi non l'ha chiesta. Pappa e ciccia.
La Bonino merita un prossimo approfondimento. Stay tuned.

(<a href="http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php" )




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 7/11/2007 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 novembre 2007

Veltroni si è venduto la Casa della Pace

Carta     www.carta.org   quotidiano on line
Walter Veltroni dice di amare la pace, di certo è favorevole anche allo sfratto della Casa della pace diRoma. Il comune, senza alcun avvertimento alle sessanta associazioni che frequentano la Casa della pacedi via Trastevere 66, in attesa di un nuovo spazio che l'amministrazione promette da anni, è stata venduta loscorso luglio. Qualche giorno fa, legali dello studio Martella, che agiscono in nome del nuovo proprietario,hanno minacciato quelli della Casa della pace, dicendo di essere pronti a procedere allo sfratto esecutivo con le forze dell'ordine. L'uso dell'immobile era stato consentito quattro anni fa direttamente dal comune al Tavolo Pace, per farne la sede provvisoria della Casa della Pace. Il Tavolo Pace, per altro, fa parte del Coordinamentoper la cooperazione decentrata del comune, che quindi coinvolge lo stesso sindaco attraverso suoirappresentanti, i consiglieri Paolo Masini e di Matteo Rebesani. In una lettera inviata ai due consiglieri silegge: «Come Tavolo Pace diventato nel frattempo abusivo, aspettiamo da mesi una convocazione da parte del comune di Roma e di chi ha condotto in modo così scorretto la vicenda della sede della Casa della Pace, nonostante l'impegno preso dal sindaco e da tutta la giunta con nota di giunta di un anno fa».




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 6/11/2007 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 novembre 2007

Report colpisce giusto

(ANSA) - ROMA, 6 NOV - Bankitalia ha avviato una serie di accertamenti e verifiche presso quattro gruppi bancari italiani per valutare la loro attivita' in derivati. Lo ha detto,in un'audizione alla Commissione finanze della Camera, il direttore generale di Via Nazionale,Fabrizio Saccomanni: "Negli ultimi mesi ha preso avvio un programma di accertamenti specificamente orientati all'operativita' in derivati. Le verifiche, in corso presso 4 gruppi ,includono anche l'attivita' con gli enti locali". Forza Report e vdeiamo se la spunta anche su Geronzi.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 6/11/2007 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 novembre 2007

RICETTE PER LA SALVEZZA DEL PIANETA di Evo Morales

Fratelli e sorelle, presidenti e capi di Stato delle Nazioni Unite: il mondo ha una febbre da cambiamento climatico e la malattia si chiama modello di sviluppo capitalista. Mentre per 10.000 anni la variazione del diossido di carbonio (o anidride carbonica) nel pianeta è stata all’incirca del 10%, nei 200 anni di sviluppo industriale l’incremento delle emissioni di anidride carbonica è stato del 30%. Dal 1860, il contributo di Europa e Nordamerica è stato del 70%. Il 2005 è stato il più caldo degli ultimi mille anni del pianeta. Vari studi dimostrano che, su 40.170 specie viventi, 16.119 sono a rischio di estinzione. Un uccello su otto può scomparire per sempre. Un mammifero su quattro è minacciato. Un anfibio su tre può smettere di esistere. Otto crostacei su dieci e tre insetti su quattro rischiano di estinguersi. Viviamo la sesta crisi di estinzione di specie viventi nella storia del pianeta Terra e, in questa occasione, il tasso di estinzione è 100 volte più accelerato che in altri tempi geologici. Di fronte a questo futuro oscuro, gli interessi transnazionali propongono di continuare come prima e riverniciare la macchina di verde, cioè di andare avanti con la crescita e il consumo irrazionali e disuguali generando profitti sempre maggiori, senza rendersi conto che attualmente stiamo consumando in un anno quello che il pianeta produce in un anno e tre mesi. Di fronte a questa realtà, la soluzione non può venire da un maquillage ambientale.

Per mitigare le conseguenze del cambiamento climatico, leggo in un rapporto della Banca Mondiale che bisogna eliminare i sussidi agli idrocarburi, dare un prezzo all’acqua e promuovere gli investimenti privati nei settori dell’energia pulita. Di nuovo si vogliono applicare le ricette basate su mercato e privatizzazioni per fare affari con la stessa malattia che queste politiche producono. Lo stesso succede nel caso dei biocarburanti, dal momento che per produrre un litro di etanolo servono 12 litri di acqua. E che, allo stesso modo, per produrre una tonnellata di agrocarburanti serve, in media, un ettaro di terra.

Di fronte a questa situazione, noi popoli indigeni e abitanti umili ed onesti di questo pianeta crediamo che sia giunta l’ora di dire basta, per incontrarci di nuovo con le nostre radici, con il rispetto della madre terra, con la Pachamama, come la chiamiamo nelle Ande. Oggi, i popoli indigeni dell’Ame-ica Latina e del mondo sono chiamati dalla storia a diventare l’avanguardia della difesa della natura e della vita.

Sono convinto che la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni, approvata recentemente dopo tanti anni di lotta, debba passare dalla carta alla realtà affinché le nostre conoscenze e la nostra partecipazione ci aiutino a costruire un nuovo futuro di speranza per tutti. Chi se non i popoli indigeni può indicare il cammino dell’umanità per la preservazione della natura, delle risorse naturali e dei territori che essi abitano dalle origini del mondo?

Abbiamo bisogno di una profonda virata a livello mondiale per non essere più i condannati della terra. I Paesi del Nord devono ridurre le emissioni di anidride carbonica fra il 60 e l’80% se si vuole evitare che la temperatura della terra cresca più di due gradi in questo secolo facendo sì che il riscaldamento globale raggiunga proporzioni catastrofiche per la vita e la natura.

Dobbiamo creare un’Organizzazione Mondiale dell’Am-biente con mandato vincolante, e disciplinare l’Organizzazio-ne Mondiale del Commercio, che ci sta sprofondando nella barbarie. Non possiamo continuare a parlare di crescita del Prodotto interno lordo senza prendere in considerazione la distruzione e lo sperpero di risorse naturali. Dobbiamo adottare un indicatore che permetta di stimare, in maniera combinata, l’Indice di Sviluppo Umano e l’Impronta ecologica per misurare la nostra situazione ambientale.

Si dovrebbero applicare forti tasse alla superconcentrazione della ricchezza e adottare meccanismi effettivi per una sua equa redistribuzione. Non è possibile che tre famiglie abbiano redditi superiori al Prodotto interno lordo dei 48 Paesi più poveri messi insieme. Non possiamo parlare di equità e di giustizia sociale finché perduri questa situazione.

Gli Stati Uniti e l’Europa consumano mediamente 8,4 volte di più della media mondiale. Per questo, è necessario che riducano i loro livelli di consumo e riconoscano che siamo tutti ospiti di questa terra, della stessa Pachamama.

Non è facile il cambiamento quando un settore estremamente potente deve rinunciare ai suoi straordinari profitti, affinché sopravviva il pianeta Terra. Nel mio stesso Paese soffro, a testa alta, questo sabotaggio permanente, perché stiamo mettendo un argine ai privilegi di modo che tutti possiamo "ben vivere", non vivere meglio dei nostri simili. So che il cambiamento nel mondo è molto più difficile che nel mio Paese, ma ho assoluta fiducia nell’essere umano, nella sua capacità di ragionare, di imparare dai suoi errori, di recuperare le sue radici e di cambiare se stesso per forgiare un mondo giusto, diverso, inclusivo, equilibrato e armonico con la natura.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 6/11/2007 alle 0:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 novembre 2007

VERITA’ PER ALDO

Il carcere? sicuro da morire!

Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestai con l’accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono separati. Roberta condotta in cella con altre donne, Aldo, in isolamento.
Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15, la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante che poco dopo muore.
Immediatamente la ex moglie, la compagna, i figli e gli amici si mobilitano per fare chiarezza su questa ingiusta morte chiedendo verità e giustizia perchè di carcere non si può morire!
Di fatto dopo un goffo tentativo di insabbiamento da parte delle autorità carcerarie (le prime indiscrezioni psulle cause della sulla morte si riferivano ad un improbabile infarto) famiglia e amici vengono a sapere che dall’autopsia risulta che Aldo è stato vittima di un vero e proprio pestaggio, il corpo infatti presentava una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello.
Aldo Bianzino è morto ormai da più di due settimane.
Il silenzio delle istituzioni e dei rappresentanti della politica, dei cosiddetti garanti della nostra sicurezza sociale è assordante.
Indaffarati a sperimentare modelli di governance escludenti, a scagliarsi contro ambulanti, lavavetri, vagabondi, non hanno trovato, non stanno trovando, non trovano il tempo per superare l’alone di impunità, per denunciare chi umilia le persone sotto custodia, infligge sofferenze fisiche e psichiche ai detenuti, uccide.
E' tempo per noi di prendere posizione, spazio e voce.
Di raccontare. Di mantenere viva la memoria collettiva. Di evitare pericolosi insabbiamenti e difendere le nostre esistenze e le nostre pratiche identitarie da abusi, repressioni e pestaggi, “venduti”come atti di legalità.
E’ tempo di disinnescare le “paranoie” securitarie e arrestare le aggressioni proibizioniste, disattivare le dinamiche di esclusione e di controllo sui corpi.
Di resistere alla criminalizzazione degli stili di vita, alla violenza dell’intolleranza, all’esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, alla manipolazione dell’informazione.
E’ tempo di agire, di porre interrogativi a chiunque desideri verità e giustizia per Aldo Bianzino, Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali. Marcello Lonzi.
E’ tempo di reclamare la scarcerazione immediata dei 5 ragazzi di Spoleto, vittime di una perversa applicazione del 270bis, strumento di controllo e intimidazione preventiva utilizzato ormai per sedare qualunque forma di dissenso.
E’ tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, di ottenere verità e giustizia sugli omicidi di stato, di abrogare la legge Fini-Giovanardi e reclamare la fine di ogni proibizionismo, di contrastare e opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi espressione fuori dalla norma, di farci carico delle sorti dei processi per il g8 di Genova rispondendo ai pruriti vendicativi del potere con una manifestazione nazionale che contrasti e interrompa la costruzione di processi di oblio e rimozione collettiva.S
SABATO 10 Novembre Perugia Manifestazione e Assemblea*
Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze.
Perchè un paese intollerante e’ tutto tranne che un paese sicuro!
Perchè per una pianta d’erba in cella non si deve finire!
Perché in carcere non si deve morire!Verità per Aldo!
http://veritaperaldo.noblogs.org/




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 5/11/2007 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 novembre 2007

Perchè la morte della donna romana non sia inutile

Oltre un anno e mezzo fa ho scritto un articolo per Geopolitical Affairs e Outre terre, riviste geopolitiche in lingua inglese e francese nel quale denunciavo il degrado di molte aree cittadine italiane (Padova in Via Anelli, alcuni quartirei di Torino, certe aree di Firenze, il lungo-fiume di Bologna e, naturalmente gli accampamenti su alcune arterie romane e lungo il Tevere e l'Aniene). L'articolo sembrava leggermente di destra perchè cercava di conuigare sicurezza (parola poco usata a sinistra) con solidarietà ed integrazione. E parlavo di alcune esperienze di integrazione fallita nonchè il fatto che lasciare il fenomeno migratorio alla spontamneità del "mercato" ingrassava il lavoro nero e la criminalità piccola e grande. Da Londra mi chiesero se effettivamente Roma aveva questi provblemi poichè Veltroni rappresentava un simbolo del buongoverno e della raggiunta integrazione. Mandai delle foto. L'articolo fu pubblicato e fu oggetto di dibattito nella Gran Bretagna. In Italia, i pochi che lo lessero mi dissero: ma sei peggio di Silone. 
Ora mi domando alcune cose:
- perchè dopo l'assassinio efferato della famiglia al nord non ci fu un decreto di urgenza?
- perchè i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni sono stati conclusi, nonostante quel paese e la Bulgaria abbiano una carenza di requisiti?
- chi non ha messo un freno allo stato di degrado della stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma, alle baraccopoli del Quarto Municipio, delle zone periferiche di Cinecittà, Centocelle, e via dioscorrendo?
- perchè il Sindaco di Roma non ha messo un freno all'esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio e le centinaia di altri nelle stesse condizioni in tutta Italia, dalle rive del Tevere alla periferia di Milano?
- non è vero che mancano le leggi, manca la volontà di sporcarsi le manio con un problema che non dà titoli sui giornali e non da "cipria" al Sindaco, anzi?
- perchè tanta fretta e l'oscillazione incredibile della sinistra cosiddetta radicale (prima astensione, poi sì, poi forse)? Sinistra radicale? a me sembra una sinistra senza idee.
Quanto al Pacchetto sicurezza è la dimostrazione che comanda Veltroni, che Prodi è un uomo inutile, che i "grilli parlanti" di ieri (se la presero con Cofferati, Dominici, la sindaco di Parma, ecc.) somno i Pinocchi di oggi. Naturalmente le bande che si fanno giustizia da sè sono della stessa pasta di chi usa la violenza sulle donne come fossero cose.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 5/11/2007 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     ottobre   <<  1 | 2 | 3 | 4  >>   dicembre
 

 rubriche

Diario

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

memori
enrico pili
sud est asiatico
federico rampini
pino scaccia
baghdadcafe
gull
rassegna stampa
ediesse
osservatorio balcani
outre terre
diritti genetici
sud est asiatico
Daniele Segre

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom