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Diario
 


 

20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere
imputazione spionaggio


prefazione di Mario Capanna

nelle migliori librerie
o sul sito
www.memori.it






31 gennaio 2009

Masina

Ettore Masina
http://www.ettoremasina.it 
http://www.ettoremasina.it/




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30 gennaio 2009

Camus

 "Cultura: l'urlo degli uomini in faccia al loro destino"
(Albert Camus)




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29 gennaio 2009

Base Dal Molin

Un  mese fa avevamo lanciato l'appello "Mettiamo radici al Dal  Molin" per
acquistare un terreno per il Presidio Permanente; ora  abbiamo quasi
ultimato le procedure burocratiche: di seguito vi riproponiamo  l'appello,
mentre per sapere come partecipare all'acquisto  collettivo v. l'allegato.
Alle migliaia di donne e uomini che, da tutta Italia, hanno  affiancato con
il proprio sostegno e con la propria partecipazione la  mobilitazione dei
vicentini contro la costruzione della nuova base USA,  chiediamo di
contribuire alla realizzazione del nostro progetto di acquistare un
terreno per il Presidio No Dal Molin.

Abbiamo alle spalle più di due  anni di lotta,iniziative ed azioni, tutte
rivolte ad un unico obiettivo:  bloccare la costruzione della nuova base
militare. Tutto ciò è stato sinora  possibile grazie all’impegno di
centinaia di donne e uomini che hanno unito i  loro sogni, speranze ed
ideali in un unico luogo di ritrovo, discussione e  socialità: il Presidio
Permanente che dal 16 gennaio 2007 è il simbolo di una  lotta comune.

Ora questo luogo, simbolo e punto di riferimento per tutti  coloro che, a
Vicenza ed altrove, si impegnano nella difesa dei beni comuni e  della
pace, deve essere rafforzato, uscendo dalla precarietà vissuta fino ad
oggi.

Il periodo che ci aspetta è decisivo per bloccare la nuova base  Usa, ed il
rischio di non avere un luogo fisico per il Presidio finirebbe per  mettere
in difficoltà la lotta che da oltre due anni stiamo conducendo,  rendendola
più debole. La posta in gioco è quindi troppo alta, e l’autosostegno
economico dei vicentini, che ha permesso al Presidio di continuare
caparbiamente  ad esistere, oggi non basta più: abbiamo bisogno dell’aiuto
di tutti.
L’intenzione è quella di acquistare, tutti assieme, un terreno adiacente
all’area Dal Molin per far sì che il Presidio metta radici e diventi
definitivo.  Per far questo, oltre alla solita determinazione e piccola
vena di follia,  servono somme ingenti: per questo rivolgiamo un appello a
tutte e tutti, in  Italia e all’estero, perché ci aiutino contribuendo con
l’acquisto di una o più  quote da 100 Euro per il nuovo Presidio o, in
alternativa, divenendo  “sostenitore attivo” con il versamento di 50 Euro
(25 Euro per studenti e  precari).
Per seguire la progressione dei lavori, per info e  aggiornamenti visita
http://www.mettiamoradicialdalmolin.blogspot.com/www.nodalmolin.it




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28 gennaio 2009

www.ucuntu.org

 

Una ventenne catanese muore investita da un pirata della strada, ubriaco. Il quotidiano della città non pubblica il nome dell’investitore, invocando la privacy. Pubblica tutto invece sull’investita e la famiglia. Poi il giorno dopo ci ripensa, e schiaffa il nome e cognome del carnefice in prima pagina. Privacy che viene, privacy che va.




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27 gennaio 2009

Mia nonna

«Mia nonna fu uccisa da un soldato tedesco mentre era a letto malata. Mia nonna non è morta per fornire ai soldati israeliani la scusa storica per ammazzare le nonne palestinesi a Gaza. L'attuale governo israeliano sfrutta cinicamente e senza limiti il senso di colpa dei gentili per l'olocausto onde giustificare i suoi omicidii in Palestina».

Sir Gerald Kaufman, membro del Parlamento britannico, ebreo di origine polacca.




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26 gennaio 2009

Auschwitz

 

Abels Gesichter

Auschwitz

Zambon Verlag; € 38,00

Il 27 gennaio di ogni anno è la Giornata della Memoria, per non dimenticare come recita un facile slogan. Questo libro fotografico, non dimentica, appunto, e rappresenta la testimonianza di Bronislaw Jureczec e Wihelm Brasse che, prigionieri polacchi impiegati nell’Ufficio Matricola del campo, non bruciarono tutta la documentazione fotografica come era stato loro ordinato di fare. La memoria impressa per sempre non solo nella vita di quei pochi che si salvarono, ma anche in resti di negative che, causa la fretta con cui si dovette evacuare Auschwitz il 18 gennaio 1945, sono arrivati fino a noi. Cosa provoca guardare queste foto? Un’azione di back up collettivo, un salvataggio intergenerazionale, che non può certamente dare un senso a ciò che non può avere senso, ma che da fiato alla memoria come unico strumento capace di suonare quando gli altri restano muti. Auschwitz in Polonia dovrebbe essere visto almeno una volta nella vita.




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25 gennaio 2009

Illich

 ECCO LA PRIMA
 "la scuola è l'agenzia pubblicitaria che ti fa credere di aver bisogno
della società così com'è"  (Ivan Illich)




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24 gennaio 2009

"Quel giornaletto deve chiudere"

 

"Quel giornaletto deve chiudere
Sveglia il quartiere"
di Riccardo Orioles

La Periferica è un piccolo giornale che esce in uno delle borgate più grosse e povere del Sud, Librino. E’ nato fra gli scout ed ha rapidamente aggregato la meglio gioventù del quartiere, quelli che "un giorno anche Librino sarà un posto normale, senza mafia, col lavoro!". Bene. Questa storia dura oramai da più di un anno. I ragazzi della Periferi­ca, che secondo le buone regole avreb­bero dovuto sbandarsi dopo un paio di mesi, invece hanno tenuto duro. Il loro giornaletto, che secondo le regole sa­rebbe dovuto restare nel giro dei pochi studenti "colti" della città, invece s’è diffuso a sorpresa fra gli abitanti del quartiere. E questi, che secondo le re­gole avrebbero dovuto farsi i cazzi loro, invece l’hanno appoggiato: il giornale diffuso nei bar, un po’ di pub­blicità – addirittura – dai piccoli com­mercianti del quartiere.

(In mezzo a questa storia c’è anche qualche intimidazione, per esempio al doposcuola aperto dai ragazzi nel quar­tiere. Ma non ce la metto perché altri­menti si va nelle emozioni da fiction, che agl’italiani piacciono tanto, e dun­que nel folklore. Questa è una storia di mafia, naturalmente. Ma di mafia reale, mafia quotidiana, non da televisione).

Dov’eravamo rimasti? Ah, già. Dunque, i ragazzi hanno "avuto succes­so", per quel che si poteva, e a un certo punto hanno anche messo su un’asso­ciazione apartitica ("Oltre la Periferica") per la informe ma ben pro­mettente società civile del quartiere. E regolarmente ci si riunisce fra redatori, si fa il palinsesto, si distribuiscono i pezzi, si fa il giro dei negozi per la pubblicità... Insomma, una piccola ma efficiente routine.

Finché un bel giorno un barista sor­ride impacciato. "Beh, stavolta il vo­stro giornale qui non ve lo posso espor­re...". E il negoziante: "Veramente la pubblicità me l’hanno già messa su quell’altro giornale...". "Ehi – fa una ra­gazza – hai visto che oggi La Sicilia ha pubblicato una pagina straordinaria tutta su Librino?". Cos’è successo? Come mai l’unico (e grosso) quotidiano della città ha im­provvisamente scoperto il povero quar­tiere? Semplice: Librino è 40’mila voti. Li puoi comprare, vendere, mettere al­l’asta, contrattare. Se però questa gente comincia a pensare con la sua testa (a destra, a sinistra, al centro: ma con la testa sua) non lo puoi fare più. Diventa­no voti liberi, da convincere. E come cavolo li convinci, se da vent’anni li lasci nella miseria più nera, con fo­gne di fortuna e senza luce? Maledetto giornale libero, maledetti ragazzi. E’ quella fabbrica di uomini, quella Peri­ferica di pensatori, la fonte della di­sgrazia. Facciamole il vuoto attorno. Così il barista smette di esporre, il negoziante di dare pubblicità e persino il parroco, nella sua chiesa, s’è messo a parlare male degli "aizzapopolo". "Eh, bello quando stavano tutti zitti, che c’e­ra la miseria ma si stava in pace!". Quei tempi, purtroppo per chi ci marciava, non torneranno più. Periferica resta ad uscire regolarmente, il comitato continua, la società pulsa ancora. Ma quei ragazzi - chiedetevi – che vita fanno?
Ecco, questa sarebbe una storia sull’informazione in Sicilia. Su Informazione E Mafia, addirittura. Emoziona nessuno? C’è qualche solidarietà? Qualche appello? Qualche intellettuale?




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23 gennaio 2009

Stanislav Markelov

Ho sentito in radio che anche "l'erede" della Politkovskaya è stata assassinata, a Mosca, insieme a Stanislav Markelov, coraggioso avvocaro che si batteva per i diritti dei ceceni
nell'assordante silenzio dei molti governi amici.
Non so cosa sia possibile fare....




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22 gennaio 2009

STRISCE DI (MEDIO) ORIENTE

 

RAI3 - Venerdì 23 gennaio 2009 dalle 01.50 alle 7.00 (310')
STRISCE DI (MEDIO) ORIENTE (1)
uno dei film è:
La porta del sole
(Bab el chams, Francia-Egitto, 2003-2004, col v.o.con sott.li<http://sott.li/> it., 264') Prima Visione Tv
Regia: Yousry Nasrallah
Con: Rim Turki, Orwa Nyrabeya, Hiam Abbas, Bassel Khayyat, Nadira
Omran, Hala Omran, Mohtasseb Aref, Beatrice Dalle

La storia dei palestinesi, del loro viaggio forzato dai campi della Galilea al Libano nell'arco di cinquant'anni, raccontata attraverso la storia d'amore fra Younès, combattente clandestino, e Nahila, sua giovane sposa, in fuga senza fine con il suo popolo senza terra. "Ho iniziato scrivendo la sceneggiatura con Elias Khoury e Mohamed Soueid,intendevamo scrivere una storia di finzione, e non c'era ragione per cui non dovessimo farlo nonostante si parlasse di palestinesi. Ma alla gente non piacciono le storie di finzione. Il fatto è che da noi ci si aspetta che siamo sempre e comunque cronisti, ambasciatori, giudici, tutto fuorchè narratori. Mi sembra una forma di repressione, di paura di vivere; non possiamo scrivere storie, ma solo commentarle. Non c'è nulla di più sconcertante e sconvolgente della fiction". (Y. Nasrallah).




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