.
Annunci online

  luiginoscricciolo
 
Diario
 


 

20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere
imputazione spionaggio


prefazione di Mario Capanna

nelle migliori librerie
o sul sito
www.memori.it






31 luglio 2007

Cominciamo molto male. Giustizia per Aldrovandi

Leggete la nota al seguente sito.
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2007/07/27/27-luglio-cominciamo-male/
E non dimenticate mai che quello che è accaduto ad una persona sconosciuta potrebbe accadere a voi, al vostro figlio. E ve lo dico per esperienza personale. Mai pensare che quello che è toccato ad una persona ignota non possa accadere proprio a voi. Sì, proprio a voi. E quindi è giusto indignarsi e chiedere giustizia e trasparenza. Sempre.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 31/7/2007 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 luglio 2007

Antidoping all'Udc. Sì, ma a sorpresa

Il parlamentare che si è reso protagonista di un festino a base di cocaina, alcool e sesso presso un'hotel di Roma, la sera del 28 luglio, ha un nome è un partito. Si chiama Cosimo Mele ed è un parlamentare dell'UDC. L'uomo ha avuto il buon gusto di dimettersi, ma non di stare zitto. Si badi bene, niente contro di lui. Ma si chiede ad ogni rappresentante del popolo una sola dote la coerenza e, se possibile, l'onestà. Al suo primo mandato, negli archivi dell'informazione politica Mele è ricordato per dichiarazioni sulla necessità di difendere «la nostra identità cristiana». È anche cofirmatario della proposta di legge per la pubblicità sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari. Ora, se i fatti sono quelli che appaiono sui giornali ovvero l'uomo si accompagnava con due donne in un festino a base di droga (per il sesso ne discuta a casa) e poi vuole moralizzare il Parlamento, l'on Mele dovrebbe dimettersi non tanto dal Partito UDC ma dalla Camera dei Deputati. Ma se il Parlamento ha difficoltà a mandare a casa coloro che hanno subito condanne passate in giudicato, certamente Mele andrà al Misto a fare compagnia ad un altra vecchietto (malato da chiedere l'autoambulanza per andare alla La7) Gustavo Selva.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 30/7/2007 alle 14:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 luglio 2007

salviamo i giornalisti curdi dalla morte

Adnan Hosseinpour e Hiwa Boutimar sono stati condannati a morte, lo scorso 17 luglio. La sentenza, è stata emessa dal Tribunale della Rivoluzione di Sanandaj, una delle maggiori città del Kurdistan iraniano. Adnan, giornalista del settimanale Asu, è accusato di aver "attentato alla sicurezza dello Stato", per aver scritto articoli su alcune manifestazioni popolari che nel 2006 si sono svolte in alcune città del Kurdistan iraniano. Hiwa Abdolvahed Boutimar, giornalista feelance e attivista per i Diritti Umani, è invece accusato di contatti con organizzazioni sovversive. Le organizzazioni sovversive a cui si riferiscono le autorità iraniane, sono il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (Pdki), e il Komala. Il primo fa parte dell’Internazionale Socialista, e il secondo è stato più volte ospite delle istituzioni internazionali ed europee. Adnan e Hiwa hanno una sola colpa, quella di essere curdi e sunniti, in un paese dove appartenere ad una minoranza sembra costituire un reato.
Nella Repubblica Islamica la situazione dei Diritti Umani, negli ultimi due anni, con l’elezione di Mahmoud Ahmadinejad, è peggiorata. Nei primi sei mesi del 2007, secondo Amnesty International, sono state eseguite 177 condanne a morte. Proprio nei giorni scorsi, a Takestan, un uomo è stato lapidado. Altre 8 donne, in diverse carceri del paese, attendono il loro turno per essere lapidate, secondo quanto scrive il quotidiano Etemad Melli di Teheran. Altre 20 sentenze capitali, sono state annunciate nei giorni scorsi dal portavoce dell’Autorità Giudiziaria, Alireza Jamshidi. Sono 20 i giovani, sospettati di aver avuto relazioni omosessuali,  o di aver molestato sessualmente persone dell’altro sesso, ad essere condannati alla forca. 21 sono invece i condannati a morte, in attesa dell’esecuzione della pena, che al momento dei delitti a loro attribuiti, erano minorenni. Tacere, su quanto sta accadendo in Iran, non è più lecito. Bisogna fermare il boia. Salvare la vita di Hiwa e Adnan, cosi come tutte le altre persone che rischiano l’impiccagione in Iran, è un dovere. L’Iniziativa per la Libertà d’Espressione in Iran, assiemne al Comitato per la salvezza di Hosseinpour e Boutimar, chiede alle forze politiche italiane, alla società civile, ai singoli uomini e donne che credono nella libertà e nella giustizia di far sentire la loro voce e di impegnarsi per salvare la vita ai due giornalisti curdi, Hiwa e Adnan.
Per adesioni e informazioni contattare 
iranfreepress@libero.it




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 30/7/2007 alle 11:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 luglio 2007

Epifani, Prodi ed un presente incerto

Epifani vuole firmare parti dell'accordo ma non tutto il "contratto" Sindacati-Governo. Lo chiede a Prodi. Il duro di Bologna risponde netto: o tutto o niente. Di Vittorio e Lama sono impalliditi dalla richiesta. I morti delle lotte per il lavoro, non credono ai loro occhi e di notte tirano il lenzuolo all'ex-socialista Gugliemo Epifani. Capito: o tutto o niente. Niente petting solo sesso completo




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 29/7/2007 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 luglio 2007

Due manifesti per il PD

Roma è tappezzata da due manifesti per il PD. il primo: un uomo dormiente, leggermente equivoco, la cui testa sull'erba ha gli occhi chiusi. Dorme? Sogna? pensa ad una bella donna? Pensa ad un bell'uomo?
Accanto appare un altro manifesto. Una dona, carina, sorridente, occhiusi con la testa nell'erba. Elegante e gentile. Ma dorme.
Fosse che il Pd che chiede la testa degli iscritti, li voglia dormienti e sognanti?
Il candoidati Cischioni chiede invece gente sveglia ed attenta perchè stia attenta che non mettano le mani sulla cassa del suo banco.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 28/7/2007 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 luglio 2007

Scalone e ascensore

Era meglio lo scalone e sarebbe ora che chiudessimo l'ascensore che serve ai ricchi per salire ancora più in alto nell'arricchimento. E sia chiaro, non ho niente contro la ricchezza frutto di lavoro ma contro la ricchezza frutto di politica, privilegi e facili scalate ho molto rancore e senso di ingiustizia.
Pubblico questa lettera dal sito di Beppe Grillo
“Caro Beppe,
la riforma Maroni stabiliva l’età di pensionamento a 60 anni per i lavoratori in pensione dal gennaio 2008; la Dini la revisione decennale dei coefficienti di trasformazione, che determinano l’ammontare delle pensioni con il nuovo sistema contributivo, tenuto conto dell’allungamento della vita.
Prodi ha riformato le riforme. Vorrei invitare i lettori del blog a riflettere su una domanda: che ne sarà delle pensioni dei giovani e dei cosiddetti lavori usuranti (schiavi moderni inclusi?).
A causa di lavori più “discontinui” e dell’invecchiamento della popolazione, le giovani generazioni (i pensionati dal 2025), realizzeranno di essere più poveri dei genitori e non potranno andare in pensione a 60 anni, ma dovranno lavorare fino a 70 anni per sopravvivere. Per evitare tale dramma, dovremmo aumentare l’età di pensionamento e rivedere i coefficienti di trasformazione: sarebbe un elemento d’equità intergenerazionale non spostare l’onere dell’invecchiamento sulle generazioni future. In una società in cui si vive ormai più di 80 anni, non è equo lavorare 35 anni per poi trascorrerne altri 20-25 sulle spalle dei giovani.
Il rapporto tra lavoratori e pensionati è diminuito notevolmente (è passato da 4 a 1 in 40 anni). A sfavore dell’Italia, ci sono due elementi:
- livelli di fecondità più bassi e di longevità più alti rispetto agli altri Paesi sviluppati: l’invecchiamento della popolazione è più accentuato che altrove,
- il numero dei lavoratori non cresce a sufficienza, a causa di un progressivo ristagno dell’economia: il PIL nel promesso “miracolo economico di Berlusconi” è cresciuto del 2.2% in 4 anni, la stessa percentuale che il “miracolo economico degli anni Sessanta” registrava in poco meno di 4 mesi, e della più bassa partecipazione lavorativa di donne e giovani.
Vie alternative al pensionamento degli over 50 sono un obiettivo importante, ma sono prioritari meccanismi alternativi alla legge Biagi che favoriscano l’entrata stabile dei giovani nel mercato del lavoro ed aumentino la partecipazione femminile al lavoro con una riforma del welfare.
L’occupazione giovanile in Italia è tra le più basse dei Paesi sviluppati, i tempi d’accesso al primo lavoro sono aumentati, il tutto con bassi salari di ingresso ed un sistema di welfare che non fornisce protezione sociale per i giovani e produce il tasso di partecipazione femminile più basso d’Europa. Dovremmo adottare misure che combattano il ritardo nell’entrata di giovani e donne nel mercato del lavoro (e condizioni lavorative di inizio carriera meno precarie) insieme alla riforma del sistema di welfare e di coefficienti di trasformazione equi tra le generazioni.”
Mauro Gallegati.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 28/7/2007 alle 2:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 luglio 2007

Capanna è tornato!!

Il caro mio amico e leader di Dp (il contrario di PD) è tornato. Alla grende, collegatevi a 
www.liberidaogm.org
e  strabiliate. E magari inondate di messaggi Capanna per dare aiuto alla nostra campagna ogmfree.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 27/7/2007 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 luglio 2007

UN NUOVO LEADER APPARE ALL'ORIZZONTE DEL PD: ROMOLO CISCHIONI

Romolo Cischioni è il candidato ombra per la segreteria del Partito
Democratico. Esponente della società civile è osteggiato dalla casta dei
partiti, che teme la forza carismatica e fuori controllo di Cischioni,
titolare di una macelleria al mercato rionale di Ponte Milvio in Roma, abituato
a parlare la lingua del popolo. Persino gli altri outsiders lo temono e
boicottano, rinfacciandogli il carattere troppo locale e dunque
federalista della sua candidatura. Abbiamo deciso di dedicargli uno
spazio su questo blog, ma solo in omaggio al proposito di dare voce a
chi non trova spazio sulla stampa assoggettata alla prepotenza di Ds e
Dl. Quello che segue è il testo integrale dell’intervento con cui
domani, dall’ex mattatoio di Roma, Romolo Cischioni lancerà la sua sfida
a Walter Veltroni. Cischioni è autodidatta e la redazione prende le
distanze dal contenuto politico del suo intervento.

"L’Italia nuova non deve stare a pecora rispetto ar mondo infame. Questa
è la ragione, il sesso der Partito Democratico. Er Pd vole cambià puro i
radicali, mortacci loro e de sti frociacci, e pija a carci in culo i
conservanti di destra e di sinistra, che tolgono sapore al nostro Paese.
Er Partito democratico è partito, quando torna nun se sa, per  dare
l'ultima spallata a quel muro de stronzi che oltre a puzzà vole tenè
lontane le donne dalla vita der Paese e soprattutto dalla mia. Er Piddì
nasce coll’'eredità dei sordi che avemo rubato facenno passà pe’ ladri
quell’altri, i conservanti, nasce da quei partiti che hanno restituito
la libertà agli italiani pretendendo la ricevuta in cambio, che io sarei
portato ad abolì insieme allo scontrino fiscale. Quanta strada è stata
fatta, da quanno Alcide De Gasperi, alla Conferenza di Pace di Parigi,
si rivolgeva al mondo che lo ascoltava dicendo: "Che cazzo c’avete da
guardà, quando j’hanno rubato il portafoglio a Churchill io stavo a
parlà co’ Baffone!". Ciò de cui l’Italia ha bisogno è un partito che di
nuovo millanti, libbero dalle catene dell’idee der cazzo dell’altro
secolo, libbero dall’obbligo di di apparire in tribunale, libbero dagli
elettori cafoni, che se era pe loro stavamo ancora alla Dc e al Pci
mentre mo’ potemo fa quello che ce pare insieme senza che je ne frega
niente a nessuno e ner Pantheon anzichè mettece Craxi o Berlinguer ce se
mettemo noi e ce famo du cammere e cucina e poi chiedemo er condono
quando tocca a Tremonti sta ar governo. E anche sulla legge elettorale
vojo esse  molto chiaro. Maggioritario, proporzionale, francese o
tedesco: nun ce ne frega un cazzo, ammazzateve come ve pare, basta che
ce fate governà ‘na volta si e ‘na volta no, così ognuno poi po’ da la
corpa a quell’altri e poi se ricomincia, altro giro altra corsa, tre
palle un soldo, cinque euro un voto per le primarie, e se votate bene ve
faccio fa’ un giro pure a voi e poi nun dite che nun ve vojo bene
mortaccioni vostri, che Romolo ve pensa sempre.  So’ convinto,
stronzoni, che il 14 ottobre sarà un giorno importante per la democrazia
comunista italiana. pe’ st’incrocio de Dc e Pci che je poteva venì in
mente solo a du scemi de guera come Prodi e Parisi, che quanno je
spiegheremo che appena famo er partito poi li mannamo a coje la cicoria
già saranno rotolati pe li scaloni dei palazzi dove abitano. Sti cazzi.
Nasce, in forma nuova, un partito nuovo che quello che pensa uno è la
linea politica de tutti e quello che pensano tutti cor ciufolo che
diventa la linea politica, mica stamo a fa la  democrazia ateniese, che
poi le conseguenze se so viste, erano pure tutti froci e so rimasti solo
i libri,  che dopo che c’avemo segnato i conti che ce famo, se li
magnamo? Associazioni e gruppi, comitati e movimenti, singole persone
potranno, nello stesso momento prendersela in culo loro e la loro
pretesa di democrazia. Quanno avemo scerto er nome, democratico, ce
riferivamo a un marchio che se venne facile, no a un programma,
altrimenti ricascamo ner vizio delle ideologie e poi ce tocca dimostrà
che semo mejo de quell’altri. Ds e Margherita, e per primi “vieni avanti
Fassino” e “Cicciobello Rutelli” che l’hanno fregati fino
all'appuntamento decisivo, insieme a quell’altro gnoccolone de Romano
Prodi che addirittura ce credeva pure, hanno avuto l'enorme merito de
capì che dopo de questo o ce toccava a tutti tornà a lavorà davero o
potevamo addirittura finì ar gabbio, visto che Consorte nun è Greganti.
Le forze politiche che hanno deciso coi congressi de annà  oltre se
stesse, hanno dimostrato che se uno è così cojone da crede davvero de
risolve i problemi dei partiti facenno n’antro partito allora è mejo che
se scioje prima che fa artre cazzate e bisogna interdillo prima che se
venne pure i gioielli de famija. In conclusione il mio pensiero, in
questo momento, è rivolto al coraggio e alla passione politica di tanti
italiani che in questi anni hanno tenuto vive le idee della sinistra e
dei democratici. A loro in particolare voglio dire: a fregnoni, ancora
nun l’avete capito che prima ve ne annate e prima stamo mejo? Eccoli, i
nuovi italiani. Sono un po’  così. Sono i nostri figli, sono i nostri
nipoti, sono l’anima de li mortacci nostri. A loro abbiamo er dovere de
consegnà un'Italia unita, moderna, giusta. E poi pe’ corettezza, perchè
le regole so’ importanti, avvertilli e dije: cojoni, guardate che state
su scherzi a parte, semo sempre noi, quelli de prima che ve stamo a
prende per culo.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 27/7/2007 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 luglio 2007

La storia del partigiano Facio, vittima di fuoco amico

Un gruppo di storici italiani, fra cui Claudio Pavone, Alessandro Portelli, Paolo Pezzino, Alberto Cavaglion, Giovanni De Luna ha firmato una petizione rivolta al Presidente della Repubblica, per chiedere l'assegnazione della Medaglia d'oro alla Memoria di Dante Castellucci (nome di battaglia ''Facio''), nel 63esimo anniversario della sua fucilazione, accogliendo l'appello in tal senso contenuto nel recente libro ''Il piombo e l'argento'' di Carlo Spartaco Capogreco. L'attribuzione si rende piu' che mai necessaria, secondo gli storici, dal momento che la figura di Castellucci, che combatte' accanto ai Fratelli Cervi e si distinse per importanti azioni partigiane nel Parmense e in Alta Lunigiana, rimane tuttora appannata nonostante la Medaglia d'Argento conferitagli nel 1963, la quale conteneva una motivazione non rispondente a verita'. La motivazione fu: ucciso dai Fascisti. In realtà il partigiano Facio fu assassinato dai suoi stessi commilitoni dopo un processo sommario. Quante storie vanno riviste. Quanto brutte storie fanno riflettere. Quanto è difficile accettare il fatto che la verità è rivoluzionaria.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 26/7/2007 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


25 luglio 2007

Travaglio sulle intercettazioni.

Pubblico un intervento di Marco Travaglio.

NON PERTINENTE SARA’ LEI
"Anche il Presidente della Repubblica dei Mandarini Intoccabili, davanti al Csm, ha voluto dare la sua bastonata al gip Clementina Forleo, rea di “valutazioni non pertinenti ed eccedenti”, cioè di lesa maestà nei confronti di sei parlamentari che due estati fa scalavano banche e case editrici in combutta con i furbetti del quartierino e si avvertivano a vicenda delle intercettazioni in corso (D’Alema, essendo molto intelligente, per avvisare Consorte del suo telefono intercettato, gli telefonò).
Secondo Napolitano, con queste “fughe di notizie” l’opinione pubblica rimane disorientata. In realtà, proprio grazie al giudice Forleo e ai giornali che hanno riferito le sue ordinanze, l’opinione pubblica ha capito benissimo tutto. E cioè che “non pertinente ed esorbitante” è il comportamento dei politici scalatori, non dei giudici che li hanno scoperti e processati. E che la vera fuga di notizie è quella di chi avvertì politici e furbetti che erano intercettati, rovinando le indagini sul più bello, non certo quelle dei giornali che stanno pubblicando atti non segreti, cioè pubblici.
Napolitano, come pure Marini e Bertinotti, presidenti del Parlamento degl’inquisiti e dei condannati, e come il cosiddetto ministro della Giustizia Mastella, è sgomento per la pubblicazione delle ordinanze della Forleo prima che queste giungessero al Parlamento. Forse il suo costosissimo staff (il Quirinale costa il quintuplo di Buckingham Palace) s’è dimenticato di spiegargli come avvengono queste cose: visto che, dal 2003, la legge impone ai giudici di chiedere il permesso al Parlamento per usare le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare, la gip Forleo ha chiesto quel permesso con due apposite ordinanze. Che, secondo la legge, sono state depositate nella cancelleria del Tribunale venerdì scorso, a disposizione degli indagati e dei loro avvocati. Da quel momento le ordinanze hanno cessato di essere segrete. Gli avvocati ne hanno preso copia e, senza commettere alcun reato, le hanno passate ai giornalisti. I quali, senza commettere alcun reato, le hanno raccontate ai cittadini.
Nessuna violazione del segreto, nessuna fuga di notizie. Di che parlano, allora, le più alte cariche dello Stato? Possibile che non abbiano nulla da dire sugli onorevoli D’Alema, Fassino, Latorre, Cicu, Comincioli e Grillo (Luigi) che scalavano banche abusando del proprio potere, alle spalle dei propri elettori?
Possibile che, ogni qual volta il termometro segnala la febbre e il medico diagnostica la malattia, le alte cariche se la prendano col termometro e col medico?
In ogni caso, se Clementina Forleo e i suoi colleghi vogliono evitare, in futuro, di finire massacrati dai politici della casta, anzi della cosca, sanno quel che devono fare.
1) Mai intercettare un delinquente Vip, onde evitare il rischio che questo poi parli con un politico.
2) Se comunque scappa qualche intercettazione in cui si sentono le voci di politici a colloquio con vari farabutti, fare finta di non riconoscerle.
3) Se il perito che trascrive le telefonate riconosce ugualmente le voci dei politici, cestinare la perizia e cambiare perito.
4) Se i reati risalgono a due anni prima, anche se non è ancora scattata la prescrizione, bruciare tutto perché – come dicono D’Alema e Prodi - “comunque è roba vecchia”.
5) Se la Procura insiste a chiedere di inoltrare le telefonate al Parlamento, evitare di spiegare nell’ordinanza perché queste sono penalmente rilevanti o, meglio ancora, dire che sono tutte cazzate e pregare le Camere di negare l’autorizzazione.
6) Non depositare mai le ordinanze agli avvocati difensori, onde evitare che finiscano sui giornali, e chissenefrega dei diritti della difesa.
7) Se non si è d’accordo con l’impostazione dei pm, appiattirsi comunque su di loro perché ora, all’improvviso, piacciono i gip appiattiti sulle Procure.
8) Prima di fare qualsiasi cosa, recarsi in pellegrinaggio a Ceppaloni per la necessaria autorizzazione a procedere del superprocuratore nazionale anti-giustizia Clemente Mastella."
Marco Travaglio




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 25/7/2007 alle 12:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     giugno   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5  >>   agosto
 

 rubriche

Diario

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

memori
enrico pili
sud est asiatico
federico rampini
pino scaccia
baghdadcafe
gull
rassegna stampa
ediesse
osservatorio balcani
outre terre
diritti genetici
sud est asiatico
Daniele Segre

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom