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Diario
 


 

20 anni in attesa di giustizia
dal sindacato al carcere
imputazione spionaggio


prefazione di Mario Capanna

nelle migliori librerie
o sul sito
www.memori.it






31 ottobre 2007

Modello Berlusconi? Vincente e copiato... male

Un uomo solo al comando. Un uomo solo decide, struttura, coopta, organizza e si basa sul suo staff. Questo era il Modello Berlusconi: scendere in campo e plebiscitariamente comandare. Così a sinistra, il vizio è stato copiato. Primaria! Chi vince comanda e gli altri in seconda fila. Così regnerà il leader Velarono, forte dei milioni di voti. Modello americano. Una volta ogni 5 anni, gli elettori votano il proprio candidato a Presidente, poi votano il Presidente e fine dei giochi. Niente tessere, niente strutture di base ma solo lobby e movimenti. Fine. Questa è la strada del Partito Democratico. Primarie. Chi vince combatte per il posto da premier e poi via per la prossima corsa (forse). Non mi piace questo modello. Non mi piace il modello di mettere ai voti (referendum) l’accordo sindacale. Preferirei che gli accordi fossero siglati responsabilmente e se non vanno bene si cambia dirigenza sindacale. A proposito. Tutti dicono che i 5 milioni di voti al referendum sindacale sono un successo. Non mi pare. La platea era pari a 16 milioni di lavoratori dipendenti ed una decina di pensionati. Insomma complessivamente intorno a 30 milioni di soggetti. Se hanno votato 5 milioni si tratta di un lavoratore su sei. Non tanto. Insomma è come se tutta la Cgil avesse votato. Un po’ poco. Siamo a livello della partecipazione sindacale americana. Un po’ poco. Stiamo attenti al trionfalismo: non mi pare che ve ne sia spazio. O sbaglio.
Altro sono le 400.000 firme di Grillo,. i 3 milioni di firme vere per Liberi da Ogm. Insomma una cosa è partecipare, una cosa è il ricorso al metodo “plebiscito travestito da partecipazione”.




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30 ottobre 2007

Veltroni Perdente di successo?

Sbaglia chi pensa che Veltroni perderebbe sicuramente eventuali elezioni a
breve termine, perché il leader democratico ha un asso nella manica. In
teatro lo chiamarebbero “il numero” della lettera. E’ di grande effetto e
conquista le platee. Funziona così: Walter Veltroni sale su un palco e,
dopo una moderata e attenta analisi del presente si appropria dei sogni che
facevano grandi personaggi del passato per migliorare la loro nazione;
arrivato alla fine del discorso estrae dal cappello a cilindro una lettera.
Lo ha fatto a Roma per la campagna elettorale da sindaco, poi al Lingotto
di Torino e alla prima riunione della costituente democratica a Milano.
Sono sempre di giovani che scrivono chiedendo impegni semplici e grandiosi
al tempo stesso, direttamente a Veltroni, per una città, un paese e un
mondo giusto e senza odio. La platea a quel punto viene giù dagli applausi
per un politico che finalmente non assicura il suo impegno agli altri
partiti ma ai cittadini, anzi al singolo cittadino. Certo, ai maligni
ricorda un poco il contratto di Berlusconi con gli italiani, anche se nel
caso del sindaco di Roma mittente e destinatario sono chiaramente
specificati sulla busta. Ma ci si passa sopra: impossibile negare a un
leader così generoso e controcorrente il diritto di governare un paese
dilaniato dagli egoismi. In un presente in cui le sferzate verbali in
favore della legalità di Beppe Grillo spaventano i moderati quasi quanto
l’illegalità diffusa, dove le parole della politica e dell’antipolitica
sono usate come colpi di frusta che feriscono senza guarire nemmeno il male
morale. In questo presente la figura di Veltroni è l’unica leadership che
può garantire la transizione di una politica lontana dai cittadini verso il
mondo dei problemi quotidiani reali delle persone: la riforma della legge
elettorale, le alleanze del centrosinistra, la benedizione di Confindustria
al Partito Democratico. Perché Veltroni è l’uomo perfetto del momento, lui
non è l’anti qualcosa o l’anti qualcuno, lui non inveisce nemmeno contro la
criminalità organizzata: lui è Veltroni sic et simpliciter, non è sceso tra
noi per dividere ma per unire, o lo ami o lo ami. Il suo grande momento è
giunto, lui è sempre presente ed è il presente, ma non un piccolo presente
bensì un grande presente. Talmente presente al suo presente da far apparire
ovvio che fin d’ora, per progettare il futuro, bisogna guardarsi intorno
alla ricerca di qualcun altro. (Gavio Ponzio)




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29 ottobre 2007

Appello Burundi

 

Cari amici!
Nonostante l’arrivo della democrazia nell’agosto 2005, le armi leggere che circolano in Burundi sono ancora moltissime. Vengono usate da bande armate e piccoli gruppi che circolano di notte per rubare, oppure da ex-militari e ribelli che tornati a casa dalla guerra non trovano lavoro, oppure ancora da ragazzi disorientati e psicologicamente provati dalle atrocità vissute nella guerra civile dalla quale il Burundi sta uscendo. I massacri, le atrocità dei macete ed i 14 anni di guerra “a bassa intensità”, hanno impoverito la popolazione burundese a tal punto che oggi le armi leggere si rivelano spesso un mezzo scelto per uscire dall’estrema povertà. Si incrementano così la violenza, la piccola criminalità e la corruzione e rallenta ulteriormente il processo di pace e democratizzazione del Paese.
Ora che la guerra è terminata, è fondamentale che il Governo burundese si impegni nell’eliminazione delle armi per dare un segno forte alla popolazione burundese nell’istituzione di una vera democrazia basata sulla fiducia tra i cittadini e tra cittadini e politici.
Chiediamo dunque:
che le operazioni di disarmo totale della popolazione civile burundese, iniziate con la supervisione dell’ONU già nel 2005, vengano portate a termine e un controllo costante sulle azioni di compra-vendita di armi in Burundi.
Aderisci anche tu, sottoscrivendo la lettera (in visione sul nostro sito) che invieremo il 15 dicembre al Presidente del Burundi e ai Rappresentanti dei Partiti burundesi e per conoscenza ai Ministri degli Esteri dei Paesi Europei e ai rappresentanti della Comunità Europea affinché diano il loro totale appoggio a questa iniziativa.
Il Centre Jeunes Kamenge
Padre Claudio Marano e i 28.000 iscritti del Centre Jeunes Kamenge
http://www.assamicispagnolli.org/Appello.htm
 




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28 ottobre 2007

Forleo non va isolata ma difesa

Clementina Forleo ha pianto sabato mentre ritirava il «Premio Borsellino per l'impegno sociale e civile», perché stanca dei continui attacchi e dei tentativi di delegittimazione da parte di un giornale nazionale che da di lei “l'immagine di un fiume in piena e di una pazza”.
non amo i giudici. Ho atteso 20 anni per essere prosciolto in istruttoria, la più lunga della storia d'Italia. Non sono scappato come Andreotti ma non ero senatore. Ho atteso i tempi della giustizia ma non nutro rancore. Per questo sento di essere dalla parte di De Magistris e Forleo. Magari mi sbaglio. Pazienza.
Luciano Violante ha dichiarato ieri: “Un magistrato non deve utilizzare i mezzi d'informazione per cercare consenso o farsi pubblicità”. Senti chi parla. Uno che ha Di Pietro e magistrati del Pool di Milano tra le fila del centrosinisnistra.
La Violante Rossa ha colpito ancora. I magistrati usano i media, quei pochissimi che ancora dicono la verità, per salvarsi la pelle. Più parlano, più rimangono in vita.
Clementina ha ricevuto molte minacce, una di queste: “Preannunciava entro la fine dell'estate la morte di entrambi i miei genitori, che effettivamente morirono in un incidente stradale il 25 agosto 2005", considerata una fatalità. Un'altra la riguardava direttamente: “Se non fossi stata attenta analoga sorte sarebbe toccata a me e a mio marito". L'incidente fu preceduto da un incendio “doloso” che devastò l'azienda agricola e la casa di famiglia. Ha ragione Grillo a parlarne nel suo blog.




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27 ottobre 2007

Eletti napolateani: vaffanculo

Allo stadio San Paolo i consiglieri e gli assessori comunali di Napoli hanno vita grama. Dispongono, è vero, di 120 biglietti anche se sono solo in 60, ma gli addetti al controllo d'ingresso non portano rispetto e li identificano ogni volta con scarso riguardo.Dopo l'accesso ai cancelli, la loro via crucis continua. All'interno dello stadio sono sottoposti alle "rudi maniere" del personale di controllo e dileggiati dagli spettatori e frequentatori "non politici". I posti che gli vengono assegnati in tribuna sono sempre di "valenza secondaria" mentre la Regione, la Provincia e altri scrocconi "spadroneggiano".
Il Consiglio comunale a tutela della propria immagine ha votato un ordine del giorno. La Società Calcio Napoli dovrà assegnare ai consiglieri comunali "prioritariamente" i posti centrali in tribuna e identificarli tramite un semplice tesserino. L'ordine del giorno sottolinea in particolare che i consiglieri comunali "onorano con la propria presenza gli eventi sportivi".
La concessione dei 120 biglietti fa parte del contratto di affidamento dello stadio . Perchè allora non distribuirli a sorte ai cittadini napoletani? Il San Paolo è dei napoletani non dei loro dipendenti. (Dal blog di Grillo)




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26 ottobre 2007

Darfur: a rischio i colloqui di pace

Dovrebbero tenersi il 27 ottobre in Libia, sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana, ma i colloqui tra il governo di Khartoum e i ribelli del Darfur potrebbero saltare di nuovo: 6 gruppi di ribelli hanno deciso di boicottarli. E intanto tirano in ballo anche la Cina.(foto, da destra: Abu Obeida al-Khalifa e Ali Majouhk, di due diverse fazioni del Sudan
(il seguito in
www.nigrizia.it)




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25 ottobre 2007

Dimas sugli Ogm: Capanna plaude

 "Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione del Commissario Ue
all'Ambiente Stavros Dimas di bocciare due varietà di mais Ogm, scelta
che rappresenta finalmente la vittoria della politica sulla burocrazia".
Così Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici,
commenta a nome della Coalizione "ItaliaEuropa - liberi da Ogm" la
proposta di Dimas al collegio dei commissari europei di rifiutare la
coltivazione di due tipi di mais transgenici, il Bt11 della
multinazionale Syngenta e il 1507 della società Pioneer, destinati alla
coltivazione. "La bocciatura è arrivata nonostante il parere favorevole
dell'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare.- continua
Capanna - a dimostrazione del fatto che i temi della sicurezza
alimentare in materia di Ogm vanno profondamente ridiscussi in sede
comunitaria, come renderemo evidente nei prossimi giorni con una grande
inziativa pubblica promossa dalla Coalizione "ItaliaEuropa - liberi da
Ogm".




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24 ottobre 2007

L'Africa dimenticata

http://www.circoloprimomaggio.org/immagini/testata.gif
Il Circolo, organizzata da Verso Sud, presenta il libro "L'AFRICA DIMENTICATA", a cura di Luigino Ciotti e pubblicato dal CESVOL, in data venerdì 26 ottobre alle ore 19 presso il circolo ARCI-Island di via Magno Magnini, adiacente alla Coop di via Cortonese. Alla presentazione che è uno degli appuntamenti della serie di incontri "Aperitivo con l'autore" parteciperà anche Stefano Boccioli, presidente della terza circoscrizione del Comune di Perugia. Verso Sud è un'associazione culturale, composta da persone di Perugia, Gubbio, Umbertide ecc.., che si occupa di varie cose: da progetti di cooperazione (in particolare in Brasile) al teatro. Da ricordare che il 30 luglio, in occasione dell'arrivo della Carovana dell'Acqua in Umbria, si sono esibiti gratuitamente con il loro spettacolo "A vele spiegate" a Boschetto, sede del Comitato Rio Fergia.




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23 ottobre 2007

panorama desolante

Ogni giorno che passa, il deserto dei tartari avanza. Weltroni con il suo Festival del Cinema pensa che la cultura sia la Loren e la Bellucci. Nessun posto per Rosi e Monicelli, tanto per dire due nome. Il Pci aveva Pavese, Moravia, Pasolini e tanti regiti. Ora la bellezza fisica prevale sulle qualità culturali. Prodi sembra un vecchio Don Abbondio tra tanti polli litigiosi. Vince ma non convince, guadagna le elezioni ma non governa. La mafia è ormai al massimo del proprio potere. La Camora impazza e la Ndrangheta congiunta alla massoneria locale invade destra e sinistra. e De Magiostris è sotto schiaffo. La destra aspetta Godot ed intanto il Berlusca impazza. La rossa Brambilla è sempre più rossa ed audace. La tv è la Gregoraci in mutande. I destini del Governo si decidono a Ballarò, da Vespa ed anno zera. Il Parlamento sempre meno frequentato. In Senato accanimento terapeutico sui "piccoli vecchi". Nessuno vuol andare a casa. Basta. Lo spettacolo è desolante.




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22 ottobre 2007

l'azienda mafia

L'"Azienda Mafia" è la prima azienda italiana che fattura oltre 90 mld di euro di utili. E' quanto è stato annunciato oggi alla presentazione del decimo rapporto di "Sos Impresa" sulla criminalità. Le organizzazioni criminali di stampo mafioso esercitano il loro condizionamento in tutto il tessuto economico del Paese. Il giro d'affari dell'"Azienda Mafia", con oltre 90 mld di fatturato, è rappresentato in primo luogo dall'usura, con 30 mld di euro e che colpisce 150mila commercianti. Al secondo posto, sempre secondo il rapporto di Sos Impresa, l'abusivismo commerciale con 13 mld di euro, segue il racket con 10 mld, l'agromafia con 7,5 mld, la contraffazione e la pirateria con 7,4 mld, furti e rapine con 7 mld, appalti e forniture con 6,5 mld, truffe con 4,6 mld, giochi e scommesse con 2,5 e contrabbando con 2 mld.
Il fatturato dei 90 mld della mafia rappresenta il 75% del Pil nazionale, pari a 5 manovre finanziarie. Gli imprenditori e i commercianti subiscono 1.300 reati al giorno, ovvero 50 ogni ora. Non sono più solo i piccoli commercianti o i piccoli imprenditori a subire il pizzo e ad essere vessati dalla criminalità organizzata. Secondo quanto emerge dal rapporto "Sos Impresa" sulla criminalità presentato questa mattina nella sede della Confesercenti a Roma, a scendere a patti con la mafia oggi è anche la grande impresa. 
http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/mafiaprimaaziendaitaliana2210.html




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