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19 febbraio 2009

Poesia

 

Mangiando paste colorate

Mangiando paste colorate

Arancione e blu fosforescente

In un bar del lungomare

Mi trovo a camminare

Ai bordi della pineta

E Sandra dice, seria

“Vieni andiamo

A vedere le lucciole”

E io dico “ma è giorno”

Ugualmente

Saltiamo la staccionata

E andiamo a cercare.

Salgo a cavallo

Un cavallo alto

Ma non ho paura

Una bimba è con me.

Al galoppo

Scendo su gradini di pietra

Che sono tapis roulant

E sono su un ampio prato.

Il cavallo suda

Gli tocco il collo

Ritorno.

Alla stazione la madre di Silvio mi dice

Questo è il tuo pacco di libri

Cinquecentomila lire da pagare

Una borsa colorata

In omaggio

E una montagna di libri

Che non mi servono a niente.

La primavera è fredda

E un po’ tormentosa

Con sprazzi di luce.

Come stai?

Si va a funghi a Chicago?

Ho desiderato solo parlarti

E così

Sono stata appoggiata al telefono

Sapendo

Che non avrei saputo cosa dirti

Mentre nella testa

Risuonavano

Le mie poesie su di te

Che non ci sei

E non ci sarai

E anche questo

Ha sapore di eterno.

E così mi aggiravo

Attraverso

Un palazzo di piccoli appartamenti

Dove mi sembrava

Di aver già vissuto

Non riconoscendoli.

Appartamento 107

Strani ascensori

Alcuni vecchi alcuni nuovi

Appartamento 107

Il nuovo è in realtà

Vecchio, niente cambia.

Horty Bluette

Prendi la macchinetta e portami all’aeroporto

Solo così

Posso salvarmi

quando moriremo

Le stelle si spegneranno

Una dopo l’altra.

Portami all’aeroporto

Non importa dove

Ho bisogno di calore

Horty Bluette

Non dimenticare

Che voglio andare al sud

Anche se

Sto solo sognando

Un altro aeroporto

Hey signora

Perché invece

Non scrivere su un normale foglio

Piuttosto che su una schedina non compilata

Non vincente

Non riscuotibile ?

Questi amori ingrassano

E fanno piangere

Ormai.

Il risveglio stavolta

È un pianto

Soffocato

Per un tempo

Indefinibile.

Finalmente

Era mia figlia

Ne vedevo il volto chiaramente

Non era come nei sogni

Precedenti in cui

Non sapevo,in fondo,

riconoscerne il sesso.

Bimba piccola piccola

Capelli neri

La mia.

Poi l’avevo persa

In un attimo di terrore.

Era in una siringa

Finita lì.




permalink | inviato da luigino.scricciolo il 19/2/2009 alle 0:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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